Firenze – Antonio Manzi conquista il Giardino di Boboli

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Antonio Manzi, montellese doc espone nel giardino di Boboli a Firenze. Un lavoro racchiuso in una rivista, che ha affascinato Modestino Romagnolo (ha curato con la Provincia l’evento Vedute sul Danubio) che di ritorno da Firenze ne ha informato la presidente Alberta De Simone, “da sempre – dice – attenta – alla riscoperta dei talenti irpini”. Il tutto promossa da Petra, soluzione per Eventi, in collaborazione della Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino, con il patrocinio della Provincia e del Comune di Firenze, dell’Apt, del presidente Luana Lastrucci, di Cesare Rosi, di Angela Suna, Maria Galassini, Danilo Cedrone, Susan Glasspool Bottaro. Insomma un artista vero che riceve attestati di stima del primo cittadino fiorentino Leonardo Domenici “In un contesto altamente suggestivo per la sua bellezza, le opere di Antonio Manzi trovano la loro ideale cornice. Nei bronzi, nei graniti, nei marmi, nelle ceramiche e perfino nei graffiti la materia pura si anima di straordinaria energia esprimendo, o interpretando, la realtà nei suoi termini di divenire”. Opere di eccezionale versatilità e intrinseche di libertà espressiva che “spingono al limite della libertà della deformità i cambiamenti di stile, le scelte compiute in totale autonomia dalle mode dominanti”. Una mostra che si inaugura a Boboli e che “si presenta come un itinerario affascinante che ci avvicina ad una personalità complessa e ricca di sfaccettature, arrivata alla maturità artistica”. “Ancora una volta – commenta la direttrice Museo Giardino di Boboli Litta Maria Medri – la magia del giardino ha stregato l’artista, lo ha inserito nelle maglie invisibili di un fascino antico e mai tramontato e si è offerto come scrigno prezioso per accogliere le creazioni dell’uomo – artista Manzi che ha saputo conquistarsi il privilegio di riannodare antiche legami fra il presente e il passato”.

NOTE BIOGRAFICHE

Antonio Manzi nasce a Montella in provincia di Avellino, cinquantadue anni fa. Ha appena dooci anni quando esegue il ‘Ritratto del nonno’ che segna il suo esordio artistico. Da allora un cammino in crescendo da autodidatta. Disegni su marmo, i primi olii e poi nel 1977 l’incontro con Ferreo Mercantelli e l’arte della ceramica. Qualche anno più tardi l’incontro con Sergio Bettazzi che l’ho introduce all’acquisizione della tecnica dell’affresco e quasi contestualmente del graffito. Dal ’91 la scommessa poi con la scultura. Irrinunciabile lo studio a Pietrasanta, luogo famoso per l’estrazione del marmo. Ed ora la vetta nell’esposizione “Antonio Manzi a corte” nel Giardino di Boboli a Firenze. (Teresa Lombardo)

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