Filca Cisl – Morti bianche, lavoro, opere pubbliche: ecco i dati

22 Dicembre 2005

Avellino – Irpinia terra che invecchia, che mette in fuga i cervelli, che necessita ormai di un intervento politico serio. Continuano le difficoltà nell’industria, nessun settore ‘salvo’: concia, tessile, agroalimentare e commercio. Uno scenario in cui non incoraggia lo spreco di risorse, l’assenza, ancora, di un piano regionale per gli appalti e l’operato di una Regione napolicentrica, ‘che riserva all’Irpinia solo le briciole’. Ma segnali di ripresa non mancano, come l’aggiudicazione del secondo lotto della città ospedaliera e l’incontro in Prefettura per porre la parola fine alla questione ex Cecchini. E, soprattutto, l’impegno dei sindacati, che, come la Filca Cisl, diventano sempre più punto di riferimento per i lavoratori, per i cittadini, per la provincia. Nella mattinata, al Viva Hotel di Avellino, sono stati questi i principali spunti di riflessione proposti dalla Filca Cisl nell’ultimo Consiglio generale del 2005. Un’occasione per stilare un bilancio tra ‘pecche’ e ‘virtù’, di una provincia, della sua classe dirigente, di chi la governa e di chi la controlla, alla presenza di Mario Melchionna, segretario generale di categoria in Irpinia, Enrico Ferrara, segretario generale della Cisl irpinia e Antonio Ceres, segretario organizzativo nazionale Filca Cisl. Dopo la relazione introduttiva di Melchionna, approvata all’unanimità, a seguito di un ampio ed articolato dibattito, si approvano una serie di considerazioni. Ancora una volta è il Mezzogiorno “a subire le conseguenze più gravi, e non fa eccezione la nostra provincia –spiega Melchionna – con 338 imprese edili chiuse nel 2004,equivalenti all’8,18 per cento delle aziende del settore”. Da un monitoraggio condotto dalla Filca Cisl di Avellino nel luglio del 2005 sulle opere bloccate nel settore edile nella provincia irpina, è emerso poi un dato preoccupante: 250 milioni di euro è la stima economica per opere pubbliche cantierate e ferme con un minimo di ritardo che va da almeno 4 anni e con un indotto lavorativo ed occupazionale di oltre 1000 unità bloccato, “mentre ancora si attende il completamento di molte opere che aprirebbero una nuova stagione di crescita: il secondo lotto della Città Ospedaliera, le importanti opere viarie quali la Lioni-Grottaminarda, la Paolisi-Pianodardine, il raddoppio della Galleria Pavoncelli, la costruzione della Cittadella Giudiziaria”. Ad allungare la lista delle opportunità mancate, è la vicenda del “Progetto Verde Pubblico”, che ha visto 27 lavoratori che hanno operato con ottimi risultati al servizio dell’Amministrazione provinciale, “perdere l’opportunità di un prolungamento del rapporto di lavoro a causa di inaccettabili ritardi e colpevoli inadempienze. Non è accettabile; la Filca di Avellino continuerà a sostenere in tutte le sedi le loro ragioni per ottenere una nuova opportunità”.
Intanto continua anche la crescita del fenomeno dell’emigrazione: negli ultimi anni in Campania circa 24 mila persone con età media dai 20 a 35 anni – di cui oltre 5 mila in provincia di Avellino – hanno lasciato i nostri paesi in cerca di un lavoro al Nord. Un altro ostacolo allo sviluppo è senza dubbio costituito dal fenomeno dell’evasione: in Irpinia, al 30 settembre 2005, sono stati effettuati accertamenti in tal senso per circa 8 milioni di euro. La percentuale delle imprese irregolari, da diversi anni e puntualmente per ogni trimestre, dai dati forniti dal Comitato per il Lavoro e l’Emersione del Sommerso (CLES), si attesta a circa il 70 per cento. “Ancora una volta, inoltre, siamo costretti a registrare morti bianche nei cantieri irpini – 4 nel 2005 – senza contare i numerosi infortuni sul lavoro aventi per causa la totale carenza e inosservanza delle norme in materia di sicurezza”. In questo ‘difficile momento di crisi e di assenza di serie prospettive di sviluppo’, sono state definite, infine, dai livelli territoriali irpini di Fillea-Filca-Feneal, le piattaforme per il rinnovo dei Contratti Integrativi Provinciali. L’ultima nota importante giunge dai dati sul tesseramento della Filca di Avellino, che chiude con 4.246 iscritti, (più 115 rispetto al 2004), riconfermandosi la prima categoria in Cisl, la prima nel settore industria, la più rappresentativa all’interno della Cassa Edile con oltre il 61 per cento di lavoratori iscritti.
(Antonietta Miceli)


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