Avellino – Gli azzurri hanno salutato Forza Italia. Hanno chiuso un capitolo della propria storia per aprirne uno nuovo. Hanno salutato la casa del padre – tanto per fare una citazione – per andare in una casa più grande e affrontare una sfida più importante. Questo ha rappresentato l’appuntamento di questa sera all’Hotel de la Ville di Avellino dove dirigenti, iscritti e simpatizzanti si sono riuniti per un saluto, preludio di un nuovo ‘incontro’: quello che li vedrà protagonisti della nascita del Pdl. Perché quando la storia intraprende un percorso è impossibile fermarla.
Marco Milanese, Cosimo Sibilia, Giuseppe Gargani, Marco Pugliese, Roberto Castelluccio, Antonia Ruggiero, Edoardo Fiore hanno animato il dibattito di una assemblea aperta alla platea in cui, tra gli altri, erano presenti De Mizio, Lucido, Donatiello, Freda, Pizza ed i futuri compagni di squadra Franco D’Ercole, Giovanni D’Ercole, Ettore De Conciliis, Domenico Finno. Con loro la storia del centrodestra irpino rappresentata dall’energia e dalla veemenza di Emilio D’Amore, ex senatore del Msi. Ospite anche il presidente di Confindustria Avellino Silvio Sarno che ha specificato come la sua presenza non fosse determinata da ipotesi di candidature. Almeno non al momento.
Dunque il centrodestra si presenterà al prossimo appuntamento elettorale in una nuova veste, nonostante le resistenze per la creazione di una nuova casa dei moderati non siano mancate.
E nel frattempo, come ha sottolineato Franco D’Ercole (le cui quotazioni per la corsa a Palazzo Caracciolo sembrano salire) si vivono momenti di suggestione interna e forte nostalgia.
Occasione ammiccante, così come l’ha definita Antonia Ruggiero, “per mandare a casa una classe dirigente al potere in Irpinia da troppo tempo”.
Ma il vero obiettivo, a questo punto, quello su cui ha investito Cosimo Sibilia, è quello della coesione. Per arrivare competitivi all’appuntamento con le alleanze prima e con le urne poi. Proprio in tema di alleanze, per rispondere alla posizione “… assunta qualche ora fa dal leader di un partito”, il senatore ha chiarito: “L’ho ribadito più volte ed oggi mi ripeto: io ho fatto appello ai moderati che non si riconoscono nel Pd ma non ai generali. Vorrei vedere con un unico consigliere provinciale o regionale come faranno ad accontentare la brama di potere di quelli che li circondano”.
Ma Sibilia sa bene – e non è il solo – che la politica, oltre che di idee e progetti, è fatta di numeri. La sua analisi lucida e disincantata lo conduce ad una conclusione: “In questo senso in Irpinia siamo ancora soccombenti rispetto al centrosinistra”.
Dunque il Pdl deve essere partito che va dalla base: “Se la legge elettorale allontana il cittadino dall’eletto allora sta a noi porre in essere una inversione di tendenza”. Accenni anche alla questione ‘enti’, posizione rispetto alla quale si rimarca una forte coerenza: “A coloro che ci accusano di un accordo di potere alle Comunità Montane o al Consorzio di Lioni io rispondo che l’alternativa era tenersi la vecchia classe dirigente. Sin dall’inizio avevamo chiarito che saremmo stati sempre e comunque alternativi al Pd e su questo percorso avremmo indirizzato il nostro operato. Non capisco, allora, perché la nostra posizione susciti sorpresa”.
Sulle alleanze anche l’intervento di Marco Pugliese: “La preoccupazione non spetta a noi ma agli altri che vogliono aggrapparsi alla carrozza del vincitore. Io, ed esprimo un parere personale, non sono d’accordo all’unione con vecchi nomi della politica. Il Pdl deve avere i suoi candidati in Provincia, in Regione e al Comune”.
Un’assenza si è notata ed è stata sottolineata da Emilio D’Amore insieme a vicende che hanno coinvolto il centrodestra con il rischio di snaturarlo: “Mi sono sentito soldato di frontiera per difendere un partito che stava straripando in eventi assolutamente innaturali. Qualcuno fa scelte per opportunità o meglio ancora per opportunismo. Ma questo condurrebbe questa organizzazione fuori binario”.
I lavori sono stati conclusi dal commissario provinciale Marco Milanese che ha ribadito l’dea di un ‘Patto per l’Irpinia’ aperto ad associazioni, sindacati, società civile. “A marzo i nostri Ministri saranno nella nostra provincia per testimoniare lo stretto legame tra il governo e questa terra. Lo scopo è proprio quello di ‘investire’ dal punto di vista socio-economico e turistico cercando anche di sfruttare i finanziamenti europei. Perché la classe dirigente del centrosinistra ha alimentato finora in questa provincia solo false aspettative”.
Parole dovute per una storia che si appresta a chiudere battenti. Forza Italia saluta l’Irpinia e si apre l’era del Pdl, “non un’egemonia ma un sistema di governo basato su ideali”.
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