Festa dell’Udeur – Mastella e D’Alema bocciano la grande coalizione

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(Da Il Sannio Quotidiano) – Maggioranze larghe o maggioranze strette? La stessa che c’è, finchè c’è. E’ questa in sintesi la risposta fornita da Massimo D’Alema e Clemente Mastella al quesito posto a base del convegno clou della quarta giornata della Festa Udeur in svolgimento a Telese. I due ministri del Governo Prodi hanno rispedito al mittente l’ipotesi di ‘grande coalizione’ sul modello tedesco, maxi schieramento nel quale dovrebbero trovar posto le forze politiche socialiste, moderate e riformiste, tagliando fuori le estreme. Un’ipotesi rinfocolata dalle dichiarazioni di alcuni esponenti del centrodestra, da ultimo il centrista Marco Follini, che due giorni fa proprio a Telese ha dichiarato senza mezzi termini di ritenere conclusa l’avventura della Casa delle Libertà. Ma la ‘Grosse Koalition’ in salsa tricolore non piace al ministro degli Esteri (ex Pci) Massimo D’Alema e, sorprendentemente, nemmeno al ministro già democristiano Clemente Mastella, che del “Centro” continua a fare la propria stella (po)polare. D’Alema e Mastella scelgono dunque di mostrare i muscoli e palesare fiducia nei confronti della pur risicata maggioranza di governo scaturita dalla urne il 28 e 29 maggio scorsi. “Il paragone con la Germania tiene fino a un certo punto – ha spiegato Clemente Mastella – Lì infatti, dopo le elezioni non si era determinata alcuna maggioranza. Da noi invece una maggioranza c’è, anche se al Senato ha un margine molto ristretto”. “Un margine al quale danno un contributo determinante e non opportuno i voti dei senatori a vita”, ha fatto notare l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, più volte beccato dal pubblico con salve di fischi che hanno reso necessario l’intervento del padrone di casa Mastella. Il forzista ha ricordato di aver ipotizzato il ricorso alla ‘grande coalizione’ in tempi non sospetti, nel 2004, “in considerazione del quadro politico in perenne divenire non solo in Italia ma in tutto il Continente”. Ma a bocciare ulteriormente le maggioranze larghe è stato Massimo D’Alema: “Noi non siamo contrari ad un confronto allargato per apportare miglioramenti al bipolarismo, ma non vedo alternative all’assetto attuale, soprattutto perchè non possiamo neanche pensare di formare schieramenti unitari con chi, come Berlusconi, fino a pochi mesi fa dipingeva lo schieramento di centrosinistra come il male assoluto o qualcosa di simile. Non sarebbe una cosa seria”, ha spiegato ancora D’Alema, che ha poi indicato uno dei temi sui quali è possibile una collaborazione Unione – Cdl: “L’attuale legge elettorale è sommamente negativa – ha commentato l’ex Premier – Ritengo utile che i poli lavorino presto per correggerla”. E un primo, parziale ‘sì’ all’appello di D’Alema è giunto dal vicepresidente del Senato, il centrista Mario Baccini: “La legge elettorale varata dal centrodestra ha introdotto un elemento positivo, il Proporzionale, ma è imperfetta perchè mancano le preferenze. Siamo disponibili a dialogare con il centrosinistra per modificare questo aspetto della legge”. Baccini ha poi parzialmente ‘aggiustato’ le clamorose dichiarazioni rilasciate il giorno prima da Marco Follini.

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