Famiglia, Mercogliano e calcio. Addio Sandro

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Il prof di inglese, che parlava in maniera fluente, con tre grandi passioni ed amori che lo hanno accompagnato per tutta la vita: la famiglia, Mercogliano ed il calcio, l’Avellino in primis. Una lunga storia d’amore con tutto questo, fino all’ultimo istante. Alessandro Criscitiello è morto praticamente tra le braccia della moglie, Paola Picariello, e dei suoi due figli, Carmen e Michele. A Milano, all’ospedale. All’improvviso. Una morte serena, dal sonno è passato all’eternità senza rendersene conto, molto probabilmente. A Milano, fino a qualche ore prima, come faceva sempre più spesso, si era circondato dell’amore immenso dei suoi adorati nipoti: Alessandro, Giorgia, Ludovica e Federico.

E a Milano, Carate Brianza per la precisione, dove vive il secondo figlio (ceo e direttore di Sport Italia), Michele gli stava per “regalare” la poltrona, a coronamento della sua passione per il calcio, di presidente della Folgore Caratese, la cui proprietà è stata rilevata da Sport Italia pochi giorni fa.

Alessandro Criscitiello avrebbe compiuto 81 anni il prossimo 19 ottobre. Per gli 80 anni, aveva organizzato una grande festa di compleanno, in una nota villa di eventi di San Potito Ultra. Circa 100 ospiti e la “sopresa”: Peppino Di Capri, a cantare per un’oltre un’ora. Aveva fatto quasi tutto da solo, Alessandro – Sandro per tutti – dimostrando, come sempre, il suo carattere forte, deciso. Carattere che lo ha accompagnato per tutta la vita.

Questione di dna, molto probabilmente, un po’ come il papà Michele, il primo Criscitiello sindaco di Mercogliano. Sullo scranno più alto di palazzo di città, Michele Criscitiello è stato seduto dal 19 ottobre 1946 all’8 giugno 1956. Un uomo tenace e forte che ha sicuramente influenzato in tutto e per tutto il figlio Alessandro.

L’avventura di Sandro ai vertici della città di Mercogliano è iniziata, ironia della sorte, nei giorni in cui l’Avellino andava, per la prima volta nella sua storia, in serie A. Mentre, nel 1978, Mario Piga, con un gol alla Sampdoria, regala la massima serie ai Lupi, Criscitiello diventa sindaco della sua comunità. Per la quale si è speso con grande abngenazione. Ha vissuto in prima persona gli anni del terremoto. Sindaco e papà, papà e sindaco. Diventa padre della sua amatissima Carmen il 22 novembre del 1980, il giorno prima del sisma. E per mesi, mentre indossa la fascia tricolore, deve fare il papà in condizioni estramemente difficili. Ma non si è mai arreso.

La fascia tricolore Criscitiello l’ha indossata dal 1978 al 15 novembre 1990. Mercogliano, sotto il suo sindacato, “brilla”, nel vero senso della parola. Tutto agli atti, inutile dilungarsi.

8 settembre 1991 – 1 settembre 1992, Criscitiello è di nuovo sindaco. E poi, primo cittadino, ancora, dall’11 giugno 1996 al 17 aprile 2000. La “sua” Mercogliano era nel suo cuore. Lo è sempre stata. Anche da semplice cittadino, si è prodigato per la sua comunità, in tutto e per tutto. Come dimenticare la battaglia per l’intitolazione della villa comunale al professore Santangelo. Quel polmone verde al centro di Mercogliano che, guarda caso, proprio lui aveva inaugurato nel luglio del 1982. Il giorno? L’11, quando l’Italia diventa campione del Mondo di calcio.

Criscitiello è stato anche presidente dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Avellino per diversi anni.

In politica un moderato di centro, prima la Dc e poi Forza Italia. Nella vita un esuberante, un vulcano di idee, un appassionato e dedito alla famiglia, verso la quale ha sempre avuto un amore incondizionato. Amante del mare e del sole, delle lunghe nuotate. Un papà prima ed un nonno amorevole poi. Una vera forza della natura che, non è una frase fatta, niente e nessuno ha mai abbattuto.

Nei suoi due splendidi figli e nei suoi quattro magnifici nipoti ritroviamo tantissimo di Alessandro. Carmen, oncologa di fama internazionale allo Ieo di Milano, e Michele, giornalista sportivo che è arrivato ai vertici nazionali del giornalismo. Quanto di Sandro c’è in loro, quanta passione, quanta dedizione, quanto amore per la famiglia, quanta “testardaggine”: due veri gioielli.

Saremo tutti più soli e più tristi senza Sandro, senza le sue idee coinvolgenti, senza la sua voglia di vita. Ci ha accompagnati tutti “travolgendoci”. Letteralmente. Non sapeva fare altrimenti. Ed è stato bello, anche se forse, quando lo faceva, non glielo abbiamo sempre fatto capire fino in fondo.

I funerali di Alessandro Criscitiello si terranno domenica mattina nella chiesa di Torelli. Un ultimo, grande abbraccio, ad un grande uomo.