Falsa testimonianza dopo i fatti di Acqualonga, a processo ingegnere di Autostrade

Falsa testimonianza dopo i fatti di Acqualonga, a processo ingegnere di Autostrade

16 Giugno 2020

Altro dipendente di Autostrade per l’Italia a processo dopo la strage di Acqualonga del 28 luglio 2013, quando 40 persone a bordo di un pullman persero la vita precipitando dalla scarpata dopo che il bus sfondò le barriere del viadotto.

Si tratta dell’ingegnere Paolo Anfosso, progettista di Aspi dall’anno 2009 e responsabile degli interventi di sostituzione delle barriere di sicurezza nel tratto dell’A16 in questione, proprio all’epoca della strage.

Anfosso, con l’accusa di falsa testimonianza, è stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Avellino dopo l’udienza preliminare celebratasi quest’oggi a Palazzo di Giustizia. Il processo prenderà il via il prossimo 2 novembre davanti al giudice Lucio Galeta.

Secondo la tesi dei pm, l’ingegnere di Autostrade, ascoltato dagli inquirenti per sommarie informazioni a pochi mesi dall’incidente, avrebbe dichiarato di non aver provveduto alla sostituzione delle barriere in base alle indicazioni dell’allora Amministratore Delegato di Aspi Giovanni Castellucci, secondo cui andavano sostituite soltanto le barriere di primo impianto e non quelle di secondo. Come accaduto nel caso del viadotto Acqualonga che, rientrando tra le barriere di secondo impianto, non ha ricevuto nessuna sostituzione. Decisioni, quelle di Castellucci, che risultano trascritte in un verbale del CdA di Autostrade acquisito dalla Procura di Avellino che indaga sulla strage.

Tuttavia, una volta riascoltato in ambito di dibattimento, l’ing. Anfosso avrebbe ritrattato la prima testimonianza, sostenendo che le disposizioni dell’allora Ad Castelluci non avrebbero avuto nessuna correlazione con quanto dichiarato da lui poco tempo dopo la strage. Da qui l’accusa di falso, soprattutto alla luce del verbale del CdA di Autostrade, datato dicembre 2008, in possesso dei pm avellinesi.

Dopo la decisione del Gup sarà rivista anche la posizione dello stesso Castellucci, assolto in primo grado per la strage di Acqualonga ma sulla cui sentenza pende il ricorso in Riesame della Procura che sarà discusso ad ottobre.