Fallimenti – Avellino sedicesima con 184 aziende in crisi

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Miscela esplosiva per il Mezzogiorno tra calo di produzioni e di vendite e impennata di fallimenti. Nel drammatico contesto la Campania annaspa.
Secondo l’elaborazione di Cribis.it, pubblicata dal Sole 24 Ore, Napoli guadagna il primo posto in classifica con 1.128 imprese definitivamente chiuse. Un vertiginoso picco in salita (563%) rispetto al 2007 quando i fallimenti registrati sono stati 170. A seguire, sempre rimanendo in ambito campano, Caserta al decimo posto fra le province italiane (248, +222,1%), Salerno, quattordicesima (214, 114%), Avellino sedicesima (184, 183,1%) e Benevento settantaquattresima (43, 186,7%). Tutti dati che superano la media nazionale che si attesta intorno al 106,2%. Dunque, fallimenti da un lato e incapacità di fronteggiare la crisi dall’altro disegnano un sistema industriale fragile.
Ed in Irpinia come altrove non piange solo il comparto auto. Un autentico ‘tsunami’ si sta abbattendo anche nei distretti industriali della concia: ad Arzignano (Vicenza), su 8.000 addetti, 600 sono in mobilità e più di un migliaio in cassa integrazione guadagni, distribuiti in 115 aziende; a S. Croce (Pisa), dove a finire in cassa sono in 400 (+30% rispetto al 2007), mentre svariate piccole imprese hanno chiuso i battenti; a Solofra (Avellino) l’Albatros, la più grande conceria dell’omonimo distretto, ha collocato 400 persone tra cig e mobilità, per non parlare, poi, di alcune realtà del centro storico (un’ottantina gli addetti) che stanno cessando l’attività, senza alcuna possibilità di ricorso agli ammortizzatori sociali.

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