Faggio monumentale di Summonte, il Ministero diffida l’Ente Parco: richiesta la VIncA

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La vicenda del faggio monumentale di Summonte inizia, finalmente, a delinearsi. Com’è noto, l’esemplare arboreo è da tempo al centro di un grave stallo burocratico che di fatto sta impedendo l’inizio dei lavori di messa in sicurezza. A causa delle condizioni fitosanitarie assai precarie ma, soprattutto, delle lungaggini e dell’inerzia amministrativa, la pianta ha purtroppo già subito il cedimento della branca principale, che ha cagionato la perdita di gran parte della chioma.

Considerata la situazione di inaccettabile paralisi, lo scorso 23 settembre, l’associazione Ambiente e/è Vita, nella persona del suo responsabile provinciale Gerardo Colarusso, ha provveduto a notiziare il Ministero competente (MASAF), l’Assessore regionale all’Ambiente e gli uffici regionali, chiedendo un intervento risolutivo affinché venga rilasciata, da parte dell’Ente Parco Regionale del Partenio, la Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA), ultima autorizzazione necessaria per dare inizio ai lavori.

Nella giornata del 5 ottobre c.a., il MASAF, con una nota a firma del direttore dell’ufficio, dott. Alessandro Cerofolini, evidenziando l’enorme ritardo rispetto al cronoprogramma riportato nel progetto approvato dal ministero stesso, ha provveduto a sollecitare e diffidare formalmente il Parco Regionale del Partenio, ente gestore della ZSC-Dorsale dei Monti del Partenio, affinché rilasci in maniera rapida le autorizzazioni di competenza.

La condotta omissiva posta in essere dall’Ente Parco, che sta mancando ai propri precisi doveri istituzionali di tutela territoriale, configura una gestione amministrativa gravemente carente. La messa in sicurezza del faggio monumentale di Campo San Giovanni è oggetto di un protocollo d’intesa interistituzionale, di cui il Parco è parte integrante; non rispondere agli appelli di associazioni e comune rappresenta un palese disinteresse verso gli impegni sottoscritti. Impiegare mesi per rilasciare un’autorizzazione fondamentale, pur essendo al corrente di quanto sia impellente intervenire sulla pianta, è del tutto ingiustificabile.

“Invitiamo il presidente dell’ente a superare le logiche di fazione e ad adempiere con urgenza al proprio mandato per la tutela della natura, alberi monumentali compresi. L’auspicio è che con l’intervento perentorio del ministero si possa finalmente procedere velocemente con i lavori, provando a recuperare quello che rimane della pianta. La nostra attenzione resterà altissima e non esiteremo ad intraprendere tutte le strade legali e civili necessarie per la salvaguardia del faggio di Summonte.”