Fa sesso col capo e lo denuncia per abusi, assolto manager

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L’impiegata fedifraga rischia l’indagine per calunnia. La donna aveva inventato la violenza sessuale per giustificare le corna davanti al marito Un amore galeotto nato nell’azienda polesana dove lavorano assieme e finito con lei che, una volta scoperta dal marito, denuncia lui per abusi sessuali trascinandolo in tribunale. Lui è un dirigente di 48 anni di un’azienda della provincia di Rovigo, lei un’impiegata di sei anni più vecchia.

Dopo un paio di anni di traversie con la giustizia, ieri mattina è arrivata la sentenza in udienza preliminare. Il Gup Carlo Negri ha assolto il polesano da ogni accusa di abusi sessuali, ritenendo non attendibile la ricostruzione fornita dalla donna dell’accaduto. Una decisione che potrebbe risultare un boomerang per la denunciante, dato che ora la sua posizione è al vaglio della Procura per eventuali procedimenti penali a suo carico come la calunnia. Il rapporto boccaccesco, finito malissimo, tra i due nasce nel 2009 sul posto di lavoro. Entrambi sono sposati, un fattore che non impedisce alla scintilla dell’attrazione di travolgerli e spingerli ad allacciare una relazione che ben presto diventa bollente.

I due quindi iniziano a vedersi clandestinamente a casa del manager per fare sesso. E così, tanto per rendere ancora più stuzzicanti gli amplessi, gli amanti iniziano a filmarsi e a fotografarsi coi cellulari. Un fatto che si rivelerà poi decisivo per l’assoluzione di ieri decisa dal giudice per le udienze preliminari. La relazione extraconiugale va avanti un paio d’anni all’insaputa dei rispettivi coniugi fin quando, anche per diverbi sorti sul posto di lavoro ma che non sarebbero legati alla loro liaison, tra il 48enne e la 54enne scoppia un litigio che la fa interrompere. I protagonisti della vicenda dopo il diverbio per qualche settimana smettono di vedersi e di sentirsi. La lontananza però inizia a pesare ad entrambi, specie al manager che ha una pensata. Ovvero, mandare alla donna una foto via mms del proprio pene oltre a una serie di sms piuttosto espliciti sempre di natura sessuale.

Una mossa, quella del dirigente polesano, destinata ad avere conseguenze disastrose per chi l’ha attuata. Infatti il marito della sua amante poco tempo dopo scopre casualmente l’esistenza dei messaggini e la foto, tutti provenienti da un unico numero e mai cancellati dalla 54enne. Messa alle strette dal consorte, la donna dice di esser stata costretta a soggiacere alle volontà del suo dirigente in azienda, pena una serie di conseguenze lavorative molto pesanti. Il 48enne si ritrova così denunciato per violenza sessuale dalla sua ormai ex amante che a quel punto non può più tornare sui suoi passi per non contraddirsi col consorte.
A nulla vale la difesa del dirigente, che cerca di dimostrare come i rapporti extraconiugali fossero assolutamente consensuali, davanti alla Procura. La tesi non convince l’accusa, che crede alla 54enne e chiude l’indagine chiedendo il rinvio a giudizio del manager polesano. Nel fascicolo però finiscono anche i filmati «amatoriali» fatti dalla coppia coi telefonini durante i loro amplessi. Da loro esame non emerge alcuna costrizione della donna nel fare sesso, fattore che spinge il giudice per le udienze preliminari ad assolvere il dirigente. A questo punto toccherà alla Procura decidere se aprire o meno un fascicolo per calunnia a carico dell’impiegata.

Corriere.it

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