Ex-Eliseo, il Comitato risponde al sindaco: “La politica non ha più una data per la riapertura”

Ex-Eliseo, il Comitato risponde al sindaco: “La politica non ha più una data per la riapertura”

15 Maggio 2017

In risposta alle dichiarazioni istituzionali e non sull’apertura e gestione della struttura ex Cinema Eliseo, riceviamo e pubblichiamo il comunicato Stampa del Comitato Luce sull’Eliseo:

“Da oltre quattro anni, come Comitato, ci siamo battuti affinché il Nuovo Cinema Eliseo rappresentasse un elemento centrale per la crescita culturale ed economica della città, il vero e proprio simbolo di un rinnovato impegno della cittadinanza attiva e delle Istituzioni verso il patrimonio materiale ed ideale del nostro territorio.

Da allora abbiamo costretto le amministrazioni a discutere, scrivere, ratificare e deliberare intorno al concetto di Bene Comune. Per il cinema Eliseo, ancora oggi, nonostante le forze impiegate, riscontriamo nient’altro che un affaticato susseguirsi di dichiarazioni rese da politici, amministratori e professionisti che nulla aggiungono di concreto, limitandosi a riproporre ormai stancamente progetti e programmi cui puntualmente non seguono azioni. Siamo ancora ostinatamente convinti che la città e la popolazione meritino di ri-avere l’Eliseo, meritino cioè un luogo in cui sperimentare nuovi modelli di gestione dei beni pubblici, un luogo di produzione culturale del tutto inedito per la nostra realtà quotidiana, ma possibile.

Dalla lettura delle ultime dichiarazioni rese alla stampa in ordine di tempo, il Sindaco parla ancora del cinema Eliseo, di Beni Comuni e di gestione collettiva e partecipata dei beni cittadini; gli assessori fanno timidamente eco e il Consiglio comunale plaude. Nei fatti, però, nulla è cambiato.

La politica neppure ipotizza più una data per la riapertura definitiva, del resto anche la sfrontatezza ha (probabilmente) un limite.

Dall’amministrazione ci attendiamo una chiara e precisa manifestazione d’intenti, una volontà politica di praticare il concetto di partecipazione poiché solo questa sarà in grado di segnare le sorti dell’Eliseo. Occorrerà offrire al tecnico che sarà scelto per dare forma alle regole di gestione della struttura una precisa indicazione relativa alla volontà di aprirsi alla compartecipazione con Enti diversi dal Comune, a strutture private di sicura moralità e comprovata onestà, al mondo delle associazioni culturali. Per questo, anche a vantaggio di chi sarà chiamato a gestire i resti della “politica dell’inerzia” che ha caratterizzato l’amministrazione in carica, proviamo a chiarire un concetto che abbiamo declinato in ogni documento, assemblea pubblica, riunione operativa, evento che ci abbia visti coinvolti: perché un bene pubblico venga gestito in maniera collettiva occorre escludere qualsiasi forma di assegnazione specifica, diretta o a mezzo di bando. Il pubblico concorso che selezioni il progetto di gestione dell’Eliseo, presentato da un’associazione, comitato, fondazione, impresa o altro soggetto giuridico specifico (e perciò distinto dalla totalità di coloro che chiedono di partecipare alla gestione stessa del bene, non solo alla sua progettazione) tradisce l’essenza del concetto di Bene Comune.

Il Comitato non ha mai mostrato alcun interesse a partecipare personalmente all’amministrazione dell’Eliseo, ma ha posto sempre e comunque una pregiudiziale all’operato dell’amministrazione: sapere in anticipo chi devono essere i partner pubblici e privati da coinvolgere e conoscere i metodi di adesione e partecipazione per il mondo associativo e per la cittadinanza attiva.

Siamo ancora convinti che la gestione partecipata del Bene Comune Eliseo, come di tutte le strutture e gli spazi pubblici cittadini in cerca di un’identità e di una gestione sia una soluzione praticabile anche per la città di Avellino, dal centro alle cosiddette “periferie”.

La gestione del Bene Comune Eliseo deve dare il proprio benvenuto ad ogni buon progetto ma, nel contempo, sperimentare nuove pratiche di partecipazione che permettano ai cittadini di assumersi responsabilità, rischi, oneri ed opportunità della buona riuscita di un processo di innovazione che giudichiamo necessario e addirittura vitale per le sorti delle nostre terre.”