Enoteca regionale: i dubbi di Franco D’Ercole

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“Quattromilioni e 500mila euro per l’enoteca regionale. Qui rischiamo una sbronza senza precedenti”. A sostenerlo è il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Francesco D’Ercole, a proposito della delibera con la quale il 31 luglio scorso, Bassolino & c., hanno deciso di affidare alla Città della Scienza spa la bella cifra di 9miliardi di vecchie lire, per la realizzazione dell’Enoteca regionale. “A lasciarci perplessi – continua, l’esponente del centrodestra – non è l’idea in sé, che considerando l’importanza della viticoltura in Campania, ci sembra assolutamente condivisibile, bensì il costo preventivato e la localizzazione a Napoli”. “Il costo – aggiunge – inutile nasconderselo, è figlio della metodologia clientelare cui Bassolino & c., hanno da sempre improntato la propria gestione delle casse regionali. Basta pensare che dei 4milioni e mezzo, previsti: 500mila serviranno alla progettazione, allo studio di fattibilità, alla individuazione della location (a proposito, ma non è stata già individuata in quel di Bagnoli?) ed al coordinamento del progetto; 1milione al fitto degli spazi ed al loro adeguamento; 500mila per gli allestimenti e 500mila (poteva mancare) la solita immancabile campagna di comunicazione, con rituale ricorso al web per il marketing. La localizzazione – prosegue – a Napoli, di contro, ci sembra l’ennesima penalizzazione inferta alle aree interne, che rappresentano il vero “fiore all’occhiello” della produzione vitivinicola della nostra regione ed, in particolare dell’Irpinia che di questa produzione rappresenta l’indiscutibile “top”. Non a caso, in origine, con una norma inserita in una delle ultime finanziarie della passata legislatura, la sede dell’enoteca era stata individuata a Taurasi, in provincia di Avellino, ad un costo, per altro, decisamente più accessibile, perché l’immobile che l’avrebbe ospitata era ed è di proprietà regionale. Quando è chi ha abrogato quella norma? Non sarà – conclude D’Ercole – perché a Napoli la clientela è più rigogliosa e più meritevole di foraggiamenti che la scelta finale è caduta proprio su questa, anziché sulla vera “terra del vino?”.

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