Avellino – Inaugurata la sede della Conf.A.V.I.

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È stata inaugurata la sezione provinciale dell’Associazione Cacciatori Campani, confederata alla Confederazione Associazioni Venatorie Italiane (Conf.A.V.I.). Il presidente, Giosuè Lombardi, ha aperto i lavori ringraziando le associazioni ed i numerosi cacciatori presenti alla manifestazione.
La ConfAVI è una federazione di associazioni indipendenti di cacciatori che si batte per riformare le leggi nazionali, allo scopo di equiparare il cacciatore italiano ai suoi colleghi europei,cioè far diventare la caccia uno sport del cittadino di ceto medio ed operaio, non solo per ricchi. La ConfAVI da circa un anno si batte per la riforma della legge 157/92: ha inviato al Parlamento una petizione popolare che è stata firmata da 843000 cittadini ed è sempre stata il motore trainante affinché la proposta di modifica della 157, sottoposta al Parlamento dal senatore Orsi, venga tramutata in legge dello stato al più presto.
Mentre nell’Italia Settentrionale la ConfAVI è attiva sul territorio da diversi anni, le associazioni del Meridione non solo non hanno informato i loro soci sulle proposte di modifica, ma spesso ne hanno ostacolato l’iter, affermando che la legge attuale a bene così com’è. Da circa un ventennio il cacciatore italiano è stato dipinto dagli avversari del mondo venatorio, con la complicità dei mass-media, come un sadico distruttore della natura. Perché i rappresentanti dei cacciatori non hanno difeso la categoria?
I cacciatori della Campania sono stati maggiormente puniti in quanto nella nostra regione circa l’80% del territorio è soggetto ad una qualche forma di divieto di caccia (parchi nazionali, parchi regionali, riserve, oasi di protezione, zone di ripopolamento, ecc.). “Spetta a noi cacciatori della Campania dare una spinta politica affinché anche la nostra Regione attui nel più breve tempo possibile le future riforme legislative – si legge nella nota – in armonia con i dettami della legge che in autunno sarà promulgata dal Parlamento. Tale legge attua in Italia tutte le recenti Direttive comunitarie: anche il cacciatore italiano finalmente potrà espletare il proprio sport come i suoi colleghi dell’Unione Europea e potrà trasmettere i valori della cultura venatoria alle giovani generazioni. Il cacciatore non distrugge la fauna ma è un regolatore e programmatore delle risorse naturali e si inserisce nella dinamica delle popolazioni animali come i predatori naturali”.

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