Emergenza lavoro, parla Vecchia: “Non offriamo valide alternative”

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In occasione della Festa della Sinistra di Sant’Angelo dei Lombardi, il punto centrale è stato il convegno dal tema ‘Emergenza lavoro’, di interesse soprattutto per i giovani alla ricerca disperata di una sistemazione e porre fine al precariato che oramai condiziona i ragazzi italiani e nello specifico quelli della nostra provincia. Dopo aver ascoltato l’opinione della politica, la quale sembra essere impotente dinanzi a questo problema, ascoltiamo la parte sindacale nella persona di Luciano Vecchia segretario Fiom Cgil, che può tracciare un quadro più generale della situazione.
Come si pone il sindacato nei confronti di questo problema?
“Il dibattito organizzato dalla Sinistra si baserà anche sui recenti accordi che si sono avuti a livello nazionale e che hanno riguardato il mercato del lavoro e la riforma pensionistica. Una nuova intesa che non valutiamo del tutto positivamente”.
Cosa prevede la nuova riforma pensionistica e quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi?
“L’età lavorativa aumenta fino a 65 anni e ci sono 35 anni di contributi. Ci sono aspetti positivi per i lavoratori usuranti, cioè quei soggetti costretti a lavorare in condizioni difficili, per i quali c’è stato un abbuono. Per altri aspetti il sindacato non può definirsi soddisfatto”.
Per quali aspetti c’è maggiore insoddisfazione?
“Senza dubbio il tema del precariato non è stato risolto. C’è stata la riconferma della legge Maroni-Biagi, le cose da questo punto di vista sono rimaste invariate. Negativi giudichiamo i contratti a termine. Se precedentemente i contratti con scadenza dopo 36 mesi portavano il lavoratore alla possibile assunzione oggi non è così. Adesso c’è la possibilità di prorogare l’assunzione, ma non c’è l’eventualità si instaurare un rapporto a tempo indeterminato”.
Questo per quanto riguarda la situazione a livello nazionale, mentre a livello locale ci sono delle novità positive?
“Gli aspetti locali sono strettamente legati a quelli nazionali. Ci sono alcuni settori che vanno meglio e di conseguenza la percentuale di assunzioni è più elevata, in altri settori la situazione è più complicata. Ad esempio oggi il settore automobilistico, la Fiat, va bene e non ci sono problemi negli stabilimenti. Dall’altra parte c’è il rovescio della medaglia in particolare per le aziende legate all’informatica. L’Italdata vive momenti di difficoltà, tanti posti di lavoro sono a rischio. Anche la questione riguardante l’Irisbus, che forse è passata sotto silenzio, non è certo positiva. Un recente accordo ha ridotto di 70 unità l’occupazione. Ci sono vertenze aperte che devono essere discusse. È fuor di dubbio che da questo punto di vista vivremo un autunno molto caldo.
Cosa si sente di dire ai giovani irpini in cerca di lavoro?
“Dobbiamo essere realisti, da noi non ci sono molte opportunità lavorative. Da questo punto di vista siamo un territorio arido che non offre valide alternative. Si muove poco e le assunzioni sono solo a livello a temporaneo ed i motivi per il quale avviene questo sono sempre gli stessi.
(di Giovanni La Rosa)

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