Emergenza covid, Morsa (FpCgil): “Troppa confusione. L’unica certezza resta il personale sanitario”

Emergenza covid, Morsa (FpCgil): “Troppa confusione. L’unica certezza resta il personale sanitario”

20 Ottobre 2020

La nota di Licia Morsa (FpCgil):

“In Campania sono pochi i posti letto Covid. Da qui la decisione, da parte
della Regione, di sospendere i ricoveri programmati sia medici che
chirurgici presso le strutture ospedaliere pubbliche e le attività
ambulatoriali negli Enti del Servizio Sanitario Regionale in indirizzo. In
sostanza, nel primo caso, rimane la possibilità di effettuare solo ricoveri
con carattere d’urgenza non differibili. Sospensione valida per tutti i
ricoveri programmati ad eccezione di quelli per pazienti oncologici,
medici e chirurgici. Nel secondo, invece, la sospensione è valida per
tutte le prestazioni ad eccezione di quelle recanti motivi di urgenza,
nonché di quelle di dialisi, di radioterapia e oncologiche –
chemioterapiche.
Disposizioni che portano la FpCgil a fare una serie di considerazioni.
“103 posti letto al Moscati e 58 alla Asl. Questo ci chiedeva la Regione
qualche giorno fa – si legge in una nota a firma di Licia Morsa,
Segretario Generale della Fp Cgil di Avellino -, da attivare in tempi
brevissimi vista la pressione, soprattutto nell’unico Pronto Soccorso
attivo ad Avellino, con la capacità potenziale di ricoverare una
cinquantina di Covid. La scelta di dove allocarli ricadeva in capo ai
direttori generali. Si partiva dalla palazzina Covid dell’Azienda
Ospedaliera Moscati, che, nel frattempo in piena emergenza
organizzativa, era stata costretta a chiudere Malattie Infettive
trasferendo tutto il personale nella struttura Covid satura per i verdi
(ricoveri ordinari) e i gialli (ricoveri in subintensiva)”.
“Tralasciamo il fatto che nessuno si aspettasse un ritorno così repentino
del Covid (e su questo ci sarebbe molto da dire…) – prosegue – . Nel
frattempo, si è scatenata la bagarre su dove e come sistemare questi
posti letto. Sono arrivati altri soldi, ma rimane il fatto che gran parte del
personale impiegato è a tempo determinato, utilizzato e spostato come
pedine su una scacchiera pazza e senza logica. Dopo l’emergenza
probabilmente verrà congedato con onore e chissà se si vedranno mai i
concorsi banditi completati, eliminando i precari in sanità. Inoltre preme

dire che non servono solo infermieri, ma anche e soprattutto oss, e che,
nella provincia di Avellino, un concorso per tali figure è doveroso, come
del resto per altri profili professionali”.

Situazione, quella relativa al numero di posti letto Covid in provincia di
Avellino, ancora tutta in divenire.
“Dalle nostre parti – continua il Segretario Morsa – si usa parlare con le
carte e i numeri alla mano. In questo momento alla ASL, con attuali 0
posti Covid, stanno cercando il modo di attivare i posti letto. Vedremo,
tuttavia, se a Sant’Angelo dei Lombardi oltre alla cardiologia aprirà pure
la terapia intensiva e se il Frangipane si trasformerà di nuovo in Covid
Hospital con ennesimo nastro tagliato. Al Moscati invece uno “spiffero”
ha rivelato le intenzioni possibili, probabili, date per certe della direzione
strategica, di trasformare il Landolfi in Covid”.

Da parte sua, la FpCgil continuerà a mantenere alta l’attenzione.
“Non abbiamo spazio per spiegare tutte le implicazioni, ma è una
decisione che ci può anche stare. Quello che ci preoccupa, però, è che,
alla fine, sempre dalle nostre parti, sembra che le cose succedano
all’improvviso e senza la possibilità di organizzare e governare i
processi. Abbiamo la sindrome dell’emergenza o forse da noi la sanità e
i suoi servizi vivono in funzione di interessi e logiche che la fanno
funzionare male? Vengano assunti oss, tecnici e tutto quello che serve,
venga riorganizzata la rete sociale e sanitaria territoriale, lo si faccia con
coraggio e noi saremo al fianco delle istituzioni preposte. A differenza di
oggi dove, per l’ennesima volta, ci troviamo, nostro malgrado, a dover
prendere atto che di fronte ad un’emergenza la nostra risposta sarà
stata efficace solo grazie al personale sanitario che ha messo le solite
pezze ad un sistema che ha spifferi da tutte le parti, come le finestre
delle degenze del Landolfi…”.