Ecco chi sono gli Avellinesi del sesso a pagamento

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Prostitute avellino case chiuse sesso
Prostitute Avellino case chiuse sesso

Professionisti e commercianti, giovani e meno giovani: tra pubbliche virtù e vizi privati ecco il profilo scientifico dei clienti avellinesi delle case del sesso.

Cubane, Brasiliane, Portoricane, ragazze dell’Est europeo, Asiatiche, Africane. C’è n’è per tutti i gusti e non è difficile scovarle, sia per i clienti che per le forze dell’ordine.

Talvolta serve una denuncia del vicinato che si insospettisce ed infastidisce per l’andirivieni nell’androne di scale e condomini, altre volte basta sfogliare i periodici di annunci o talvolta anche i quotidiani. La fonte è spesso utilizzata da clienti e da pubblici ufficiali.

I primi cercano piacere a più o meno basso costo, i secondi cercano di tutelare la pubblica decenza e porre un freno allo sfruttamento (l’esercizio in se non reato).

Le “pubbliche mogli” in Irpinia sono per lo più donne non più giovanissime, principalmente straniere che hanno sposato la vocazione più antica del mondo, spesso costrette a vendersi per un ricatto contratto con chi ha consentito loro di raggiungere clandestinamente l’Italia.

Altre, poche, scelgono la via più veloce, alternativa ad una vita di stenti.

Ma chi sono i clienti irpini che non disdegnano una scappatella con una prostituta ? Abbiamo chiesto di tracciare il profilo alla psicologa psicoterapeuta dottoressa Marriana Patricelli.

Dottoressa Patricelli, chi cerca sesso a pagamento?

“Accanto alla donne di vita, i clienti costituiscono il binomio su cui si poggia il fenomeno della prostituzione. Le indagini e le ricerche sinora condotte sulla figura del cliente non si sono rivelate esaurienti, considerata la difficoltà nel reperire persone disponibili a parlare delle proprie esperienze personali in materia di prostituzione: gli uomini amano parlare dell’argomento in generale ma non come “clienti”.

Ma l’Avellinese habituè delle “signore di vita” chi può essere?

“Esistono cinque categorie in cui suddividere i clienti di prostitute:

  1. quelli che nutrono una serie di fantasie relative al rapporto sessuale con una prostituta, caratterizzate da emozioni a tinte forti, condite da un certo disprezzo.
  2. Altri sono attratti dalla “novità”, desiderosi di sperimentarsi in prestazioni che non possono o non vogliono chiedere alle loro mogli o fidanzate.
  3. Una terza motivazione equipara il sesso ad un prodotto di consumo : gli uomini possono entrare, ottenere ciò che vogliono e uscire senza problemi.
  4. Altri uomini considerano il sesso con le prostitute come un balsamo contro la solitudine: molti di questi uomini sono anziani, timidi o portatori di handicap e vanno con le prostitute sia per il sesso, sia per poter godere di una compagnia femminile.
  5. Infine, ci sono gli uomini che si sentono “trattati da uomo” solo in questo contesto, dove la prostituta fa esattamente quello che le viene richiesto”.

Quindi chi va con le prostitute ha una base patologica nel comportamento?

“Si riscontrano diversi tentativi di classificare i clienti in “normali” e “patologici”, adottando come criterio la frequenza ed il tipo di prestazioni richieste. Ma tutte le ricerche sociologiche e tutte le dichiarazioni raccolte delle prostitute intervistate, confermano che si tratta di persone appartenenti ad ogni classe sociale per cui il mondo dei clienti risulta variegato e trasversale ed è costituito da persone differenti per età, condizione sociale e con diverse motivazioni che li spingono a cercare il rapporto sessuale a pagamento”.

Chi è nato, prima l’uomo o prima la prostituta?

“Naturalmente sono loro, i clienti stessi, a dar luogo alla domanda che determina poi l’offerta e che la sostiene. La figura del cliente non è un prodotto di tutte le culture, ma una figura tipica delle società di stampo patriarcale. La prostituzione è una transazione economica che avviene tra due soggetti, transazione che si svolge all’interno di uno specifico mercato, diverso da quello matrimoniale, ma ad esso parallelo: entrambi possono essere considerati dei mercati su cui la donna si presenta come “merce” ma con uno statuto differente. Sul mercato matrimoniale/riproduttivo le donne hanno valore di scambio (tra gli uomini). Su quello del sesso la donna ha solo valore d’uso, alla stregua di un bene di consumo. La donna per gli uomini è una “cosa”, la prostituta una “cosa” diversa: il cliente, più semplicemente, opera una scissione per cui da un lato avrà la madre, la moglie e dall’altra la prostituta a cui chiedere tutto. A ciò si aggiunge una enorme fatica ad accettare la parità della donna, la sua emancipazione, l’appropriazione di spazi da sempre riservati agli uomini”.

Ed oggi cosa accade?

“Il momento storico che stiamo vivendo, in particolare, offre maggiori difficoltà per via delle nuove tendenze comportamentali che hanno invaso la società. Ne è un esempio la ricerca di un rapporto sessuale che risulti soddisfacente per entrambi i partner: in passato tale condizione era considerato diritto esclusivo dell’uomo e la donna era rassegnata ad accettare il dovere coniugale. Oggi si pretendono dall’uomo maggiori attenzioni alle esigenze di una donna, ai suoi bisogni e ai suoi ritmi, facendo un’esplicita richiesta di una soddisfazione del rapporto. Per l’uomo tutto ciò non risulta facile, anzi, gli richiede un impegno più gravoso sia a livello psicologico che sessuale, cosa che lo spaventa molto. Tale paura è spesso alla base della ricerca di prostitute, ricerca che rappresenta un tentativo per evitare di mettersi in discussione: il sesso è a pagamento e quindi si può ottenere un rapporto che non impegna”.

 C’è una insoddisfazione reciproca tra i sessi? Una incapacità di comunicare di “voler far sesso” in maniera naturale, che spinge a cercare rapporti a pagamento, senza mettersi in gioco con i sentimenti?

“Il rapporto mercenario è sintomo che ancora oggi il terreno di comunicazione più difficile tra uomini e donne è proprio quello che si presenta come il più naturale e facile: il sesso continua ad essere il regno della finzione e dell’inganno dove, alla più stretta vicinanza fisica può corrispondere un’estrema lontananza emotiva, psicologica ed affettiva. Ed è inutile cercare un’unica motivazione: i perché sono mille, legati a mille diverse situazioni di vita, a mille fantasie, debolezze ed illusioni, ben nascoste dentro di sé”.

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