E’ il giorno dei funerali di Massimo Zoina

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Omicidio Zoina. Oggi l’autopsia sul corpo del giovane operatore sociale di Tufo. Il medico legale dell’ospedale Rummo di Benevento, Piero Ricci, ha confermato che il colpo mortale è stato inferto nella parte posteriore del torace. Un solo colpo che ha causato l’emorragia e la morte per dissanguamento. Una morte assurda per chi voleva recuperare Gacem, il 16enne di origini tunisine noto per il suo carattere difficile e per un passato di droga e violenze. Domani pomeriggio i funerali di Massimo Zoina. Le esequie si terranno alle 14.30 nella Chiesa Madre di Tufo. Intanto nei giorni scorsi i Carabinieri del Comando Provinciale hanno ascoltato il 16enne bloccato, nella tarda serata di sabato, nei pressi di Pratola Serra alla fermata dell’autobus. Il ragazzo subito dopo l’efferato gesto, era scappato a bordo della Fiat Panda di proprietà del giovane operatore sociale, ritrovata più tardi nella campagne di Montefusco. Questa mattina il 16enne è stato sottoposto dal Gip Ciccarella (Procura dei Minori di Napoli) all’interrogatorio di garanzia presso il centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Per il momento il ragazzo sembra non aver confessato ma è stato confermato il fermo per omicidio. Il corpo senza vita di Massimo Zoina, ricordiamo, era stato rinvenuto da una sua collega riverso sul pavimento della cucina nell’abitazione di Petruro Irpino dove viveva da soli quattro mesi. Una decisione, quella di trasferirsi, dettata da grande altruismo e dalla ferma volontà di riportare Gaspare – così lo chiamavano in paese – sulla retta via. Un compito difficile nel quale oramai nessuno più credeva… tranne Massimo. Si era speso anima e corpo per Gaspare. Gli aveva trovato un lavoro presso un esercizio commerciale di Tufo. Lavoro abbandonato in poco tempo. In nulla si era risparmiato per reinserire Gaspare nella società. Ma non sempre il bene viene ripagato allo stesso modo. Ancora sconosciuto il movente. Il motivo per il quale quella mattina Gacem ha deciso di mettere fine alla vita dell’unica persona che ancora credeva in lui. L’assassinio di Massimo Zoina ha scosso non solo le piccole comunità di Tufo e Petruro, ma l’intera Irpinia. Una provincia che domani si stringerà attorno ai familiari del giovane operatore sociale, alla mamma Michela, al papà Emilio e ai suoi cinque fratelli. (redazione cronaca)

1 COMMENT

  1. Conoscevo personalmente Massimo Zoina, facevamo un corso di animatore insieme a Summonte, corso che ho seguito per 4 mesi e che poi ho lasciato. Massimo invece ha continuato ed è diventato un operatore sociale. Massimo era un ragazzo gentile, buono, sensibile, altruista e aveva un sincero amore per i deboli e per i bisognosi. Io lo ricordo con piacere e con gioia perché era un ragazzo pieno di amore e di intelligenza creativa e vivace. Ovunque sia adesso spero che riposi in pace anche se credo che sicuramente lui avrà raggiunto il Santo Paradiso. Massimo, scusami Per il ritardo di questo mio commento. Ti voglio bene. Riposa in pace. Prego per la tua anima. Lello

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