Domenica al Teatro d’Europa si replica Pirandello

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Dopo l’ottimo riscontro di pubblico e di critica la Compagnia Teatro d’Europa replica domenica 17 novembre alle 19.30 con lo spettacolo “ MASCHERE NUDE” di L. Pirandello (tre atti unici: L’uomo dal fiore in bocca, La morsa, Cecè) regia di Luigi Frasca interpretato da Angela Caterina e Luigi Frasca e con Carlo Simeoni e Sabrina Di Gisi. Continua quindi con successo la nuova Stagione Teatrale “ProduciAmo l’Irpinia” dell’Associazione Teatro d’Europa Don Ferdinando Renzulli.
Per tutti i residenti nel Comune Cesinali il biglietto è omaggio. “Questa importante iniziativa” afferma il direttore artistico Luigi Frasca “rientra in un progetto artistico ed educativo di sviluppo della Comunità. Tutte queste azioni (la terza replica l’incasso viene dato in beneficenza) favoriscono la crescita personale e collettiva e si collocano in una pedagogia del bene attraverso il bello a cui fa riferimento la tradizione gesuita e salesiana. La frequente e insistente domanda di teatro, all’interno della nostra società, è sintomo di un’istanza radicale di comunicazione e relazione. Il teatro non è la risposta a questa domanda, ma il teatro è un luogo privilegiato per affrontare creativamente il disagio. Nel teatro è possibile esprimersi, costruire socialità, dar voce e rappresentare vissuti, esperienze, desideri, pensieri, speranze, paure”.
Lo spettacolo di domenica prossima “Maschere nude” ha il titolo che Pirandello stesso ha scelto per la raccolta dei propri testi teatrali: un ossimoro, immagine di un teatro nel quale l’uomo che si è dato (o al quale è stata imposta) una “maschera” ne scopre la nudità. Anche nei lavori più apparentemente naturalistici persino in un bozzetto comico come ‘Cecè’, serpeggiano inquietudini e malesseri raggelati da una luce fredda. E così la ‘morsa’ dell’esistenza che parte come banale storiella di ‘corna’ si pietrifica nell’angoscia della condizione umana di tre personaggi bloccati nella ‘morsa’ dell’esistenza, senza alcuna via d’uscita. Così, la condizione della malattia ne “L’uomo dal fiore in bocca”, diviene metafora rassegnata e divertita della malattia di tutta la società. La crisi di identità, per quanto divertita e divertente di ‘Cecè’ che “vive sparpagliato in centomila…” diviene metafora di una crisi di identità di tutta la società che ha smarrito il senso della solidarietà, della fratellanza, dei valori morali veri”. Sul palcoscenico tutti i personaggi pirandelliani, cercano senza tregua il proprio autore, che dia loro una forma che va a coincidere con la possibilità di esistere oltre le contingenze del presente, la possibilità di essere per sempre. Lo cercano disperatamente senza trovarlo fino ad annullarsi del tutto. L’insostenibile peso di una maschera è la connotazione intrinseca dei personaggi di Pirandello.

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