Dl Rifiuti, Sibilia al Senato: “Ora garanzie sui debiti pregressi”

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Roma – Il senatore irpino del PdL, Cosimo Sibilia, presidente della Provincia di Avellino, è intervenuto questa mattina ai lavori dell’assemblea di Palazzo Madama, relativamente alla Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, recante disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
Nel suo intervento, il presidente Sibilia ha evidenziato, tra l’altro, che la Provincia di Avellino “… per il ciclo di gestione dei rifiuti è assolutamente autonoma, raggiunge una quota di raccolta differenziata di circa il 60% e ha concesso, e continua a concedere, una quota di solidarietà a Napoli e alla sua provincia, dove purtroppo non si raggiungono quote di raccolta differenziata significative, trasferendo così il problema sulle altre Province della Regione”.

Ancora, il presidente Sibilia ha sottolineato alcuni punti critici dell’attuale sistema: “I servizi di raccolta gestiti dalle società provinciali richiedono una regolamentazione tecnico-amministrativa che, anche dal punto di vista economico, dia certezza di funzionalità. Le norme attuali allo stato non consentono di garantire i flussi finanziari alle società provinciali, le quali lamentano di non avere nella loro disponibilità la certezza dell’incasso delle prestazioni. L’attuale sistema del recupero dei costi attraverso la Tarsu, non appare lo strumento idoneo a consentire che il soggetto gestore abbia la sicurezza dell’incasso, dovendosi accollare eventuali morosità, e la tempestività degli stessi, atteso lo sfasamento temporale tra incassi e pagamenti. A ciò potrebbe porsi rimedio – spiega Sibilia – considerando che le prestazioni delle società provinciali sono rese a favore dei comuni, i quali devono provvedere al pagamento di quanto dovuto a prescindere dall’avvenuto incasso dei ruoli Tarsu. Nella sostanza il Comune si deve rendere garante e parte attiva nel procedimento amministrativo che regola il rapporto finanziario tra committente e prestatore di servizi. Discorso diverso andrà disciplinato in presenza del sistema tariffario qualora se ne renderà possibile l’applicazione. Sempre in tale ottica è il caso di sollecitare i Comuni affinché l’emissione dei ruoli, annualmente, avvenga non oltre giugno. Ciò garantirebbe maggiore liquidità agli stessi Comuni per adempiere alle obbligazioni assunte nella gestione del servizio. Va, inoltre, affrontata la problematica, più volte evidenziata, della necessità per le Province che ne hanno l’opportunità, di consentire il finanziamento delle attività del ciclo dei rifiuti con l’avanzo di amministrazione.
Non ultima problematica riguarda la fase liquidatoria dei Consorzi di Bacino, rispetto alla quale è necessario disciplinare dettagliatamente il percorso amministrativo–contabile per addivenire alla definizione dei piani di liquidazione. Sarebbe auspicabile l’inserimento di norme che prevedano il blocco degli atti giudiziari in corso, che individuino le fonti di approvvigionamento per la definizione dei piani di liquidazione, che indichino la traccia da seguire nel procedimento di accertamento delle masse creditorie e debitorie, nonché nella redazione del piano di liquidazione. E’ necessario, infine, un intervento risolutivo sulle problematiche economiche che riguardano l’incapacità dei comuni a fare fronte alle debitorie pregresse. A mio parere ritengo necessario un intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che sostenga gli Enti locali nell’adempimento delle obbligazioni, sorte nel periodo emergenziale”.

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