Disagio: giovani protagonisti a Palazzo di Città

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Avellino – Ancora giovani e disagio. Ancora una volta in città si consumano atti di violenza che con passano inosservati agli occhi delle istituzioni politiche, sociali e religiose. Dopo la prima seduta dello scorso dicembre, il Consiglio comunale di Avellino si riunisce domani, martedì 9 gennaio, alle 17.30, per discutere nuovamente del malessere e della violenza sprigionata negli ultimi giorni dalla giovane movida avellinese. Alla convocazione del parlamentino comunale parteciperanno il vescovo Monsignor Francesco Marino, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, il presidente della Consulta dei diversamente abili, esperti del settore e come sempre i ragazzi, che saranno i veri protagonisti della pubblica assise. La quale è stata convocata per tirare le somme sulle precedenti giornate di incontro e riflessione, ma soprattutto per sottoscrivere il documento redatto dalla maggioranza e dall’opposizione per fare quadrato sugli ultimi episodi violenti che hanno turbato la cittadinanza. L’incontro, promosso dal presidente del Consiglio Giuseppe Vetrano, si è reso necessario dopo la rissa scoppiata nel noto locale di Largo Santo Spirito la sera del primo gennaio. Anche l’assessore alle Politiche giovanili, Antonio Genovese, presenterà alcune soluzioni per integrare i giovani nell’azione amministrativa di Piazza del Popolo. Solo pochi giorni fa, il primo cittadino Giuseppe Galasso e l’assessore hanno consegnato agli studenti di scuola media, diplomatisi nell’anno scolastico 2005/2006 (con la votazione di ‘discreto’ o ‘ottimo’) venticinque computer portatili grazie alle donazioni della famiglia Giordano. Anche questa iniziativa è stata inserita nel progetto di recupero dell’età adolescenziale maggiormente a rischio. Un percorso che vede attualmente il Comune di Avellino, con in prima linea gli assessorati di Mirella Giova (Politiche sociali e Minori) e Genovese alle prese con una fase di analisi e rilevamento delle esigenze. Anche se si chiamano in causa più attori: “L’amministrazione comunale – spiega Giova – deve sicuramente fare la sua parte, creando occasioni e momenti di aggregazione (vedi l’ex Gil), progettando una città vivibile (al momento città cantiere) per i giovani, i bambini e gli anziani. Ma ci sono episodi e fenomeni (vedi criminalità e suicidi) sui quali è necessario l’intervento delle forze dell’ordine, come pure una maggiore pregnanza della scuola e della famiglia”.

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