Dim Project, ad Avellino il dizionario multilingue online: è l’ora dell’integrazione

Dim Project, ad Avellino il dizionario multilingue online: è l’ora dell’integrazione

21 Dicembre 2020

Il DiM – progetto Erasmus KA2 – è nato dalla consapevolezza che uno studente straniero sia una innegabile e inesauribile fonte di ricchezza linguistica e culturale; ha bisogno di metodi e strumenti didattici innovativi, fondamentali veicoli di incoraggiamento e motivazione, necessari per farlo sentire parte importante della cultura del Paese in cui vive e al contempo orgoglioso della cultura nativa.

Poche settimane fa si è svolto un evento moltiplicatore aperto dalla DS del CPIA (centro provinciale per l’istruzione degli adulti) Avellino, prof.ssa Maria Stella Battista, per il saluto di benvenuto ai partecipanti. Per il MIUR, Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione per gli adulti – Apprendimento permanente, presente il dr. Sebastian Amelio, che come la dott.ssa Franzese, Direttore Generale dell’USR Campania e la dott.ssa Rosa Grano, Dirigente dell’Ufficio territoriale VII, che a lui hanno fatto seguito, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei CPIA nell’educazione degli adulti e nell’apprendimento permanente.

In questo il CPIA Avellino, in continua crescita, seppure tra tante difficoltà comuni alla maggior parte dei CPIA, ha svolto un ruolo fondamentale in tutta la provincia in cui opera, varcando i propri confini ed entrando in una dimensione nazionale e transnazionale, soprattutto grazie al DiM Project, pensato e creato non solo per tutti gli studenti stranieri dei CPIA e di altre analoghe istituzioni anche estere, ma anche come valido sussidio per i docenti di una L2.

Le lingue attualmente presenti nel dizionario sono undici, fruibili attraverso una piattaforma open source. Tra queste 7 sono le lingue parlate dagli studenti delle diverse Istituzioni coinvolte nel progetto, per il livello A1 e 4 le lingua europee dei partner.

La prima fase dell’evento ha visto protagonisti i partner e gli studenti. E proprio dalle  testimonianze dirette di questi ultimi, dai racconti dell’esperienza fatta e dalle immagini dei laboratori linguistici guidati dai vari docenti è emerso il lavoro della raccolta dei dati legati alla lingua scelta, per un totale di undici lingue (greco, bambara, bengali, inglese, farsi, italiano, maltese, russo, tagalog, tigrino e wolof), un lavoro svolto con l’orgoglio di sentirsi parte integrante del Paese ospite, ma anche fieri della propria cultura.

Molto interessante anche l’intervento del Dirigente Scolastico del CPIA Bologna, nonché Presidente della RIDAP, rete italiana istruzione degli adulti, prof. Emilio Porcaro che, introducendo la seconda fase “ Lessicografia e società, lingua dei parlanti e lingua degli esperti”, ha posto in evidenza l’importanza della lingua e delle lingue nei CPIA, le questioni, le prospettive.

Il prof. Rossi, professore emerito  presso l’Università di Napoli “ l’Orientale e Presidente dell’ISMEO, la prof. I. Micheli, professore associato dell’Università di Trieste, il prof. G. Lusini, prof. Ordinario dell’Università di Napoli “ l’Orientale” e il dott. E. Minerba, dottorando presso l’Università “l’Orientale” di Napoli, hanno ampiamente discusso di particolari casi linguistici, come quello del tigrino in Eritrea e in Etiopia, o la diffusione del wolof in Senegal e dell’importante necessità di preservare e tramandare le lingue solo parlate.

La fase conclusiva del convegno ha ancora una volta sottolineato il valore della Lingua per una didattica inclusiva, della formazione dei docenti di una L2 e dell’utilità del DiM.

Trattando del multilinguismo in India, il prof. S. R. Sharma (già prof. Deccan College, Pune University, India), ha messo in evidenza il significato del DiM, del dizionario multilingue e, ancora, la prof. F. Aiello, prof. Associato dell’Università di Napoli “ l’ Orientale”, il rapporto sinergico tra scuola e università proprio attraverso il DiM. Ha concluso la prof.ssa M. Toscano, già ricercatrice presso l’Università di Napoli “ l’Orientale” che ha ripercorso le fasi e i punti fermi del percorso che dal progetto è approdato al prodotto, al DIM.

Nonostante la particolare condizione dettata dalla pandemia, numerosa è stata la partecipazione e il coinvolgimento di docenti, apprendenti stranieri, associazioni ed enti coinvolti nella didattica, nell’apprendimento di una L2 e più in generale in percorsi miranti all’inclusione.