Differenziata, nuova ordinanza. Ma i sindaci sono scettici sui costi

10 Gennaio 2006

Avellino – Da oggi è operativa la nuova ordinanza sulla differenziata. “Tengo a sottolineare che il nuovo provvedimento, firmato oggi dalla Presidente De Simone, – esordisce l’assessore provinciale all’Ambiente, Bruno Fierro – non è, e non deve essere considerato la semplice continuazione dell’ordinanza per il secco-umido, sottoscritta a fine settembre. Né è il prolungamento dei tempi e delle modalità di raccolta. E’ un atto ex novo, emesso in base al Decreto Legge 245 del 30 novembre scorso”. Nello specifico, con l’articolo 5 del Decreto, il Commissario Straordinario delegato per la gestione dell’Emergenza Rifiuti in Campania con proprie ordinanze, notificate a tutti i Consorzi di smaltimento, ha attribuito il compito di effettuare la raccolta differenziata, fino a maggio 2006, degli imballaggi primari, secondari e terziari, della frazione organica, “…laddove i comuni non provvedano già in proprio”, della frazione valorizzabile di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non, in tutti i comuni consorziati.
In cosa consiste dunque l’ordinanza?
“Per contrastare le situazioni di grave emergenza, la Provincia – risponde Fierro – ha inteso ricorrere a speciali e temporanee forme di gestione dei rifiuti al fine di garantire un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente”.

Insomma, quale è l’obiettivo?
“Con l’ordinanza firmata oggi entra in vigore l’obbligo, sull’intero territorio irpino, di raccolta differenziata di tutti i rifiuti. Insomma, tutti i 119 comuni dovranno, attraverso i Co.Sma.Ri. Av1 e Av2, organizzare e gestire il servizio raggiungendo il 35% della raccolta così come prevede il Decreto Ronchi”.
Nel corso dell’incontro con i 119 sindaci irpini, i presidenti dei due Co.Sma.Ri. hanno reso pubblico il risultato raggiunto nell’arco dei dodici mesi del 2005. Soddisfatto si è detto il presidente Vincenzo Sirignano “…ho il piacere di comunicare che la relazione che presenterò al Commissario per l’Emergenza Rifiuti si conclude con dato importantissimo: i comuni consorziati con l’Av2 hanno raggiunto, nell’arco dell’anno, il 36,7% della raccolta dei rifiuti solidi urbani contro il 35% stabilito dalla Decreto Legislativo 22 del ‘97. Un valore di media più che positivo raggiunto grazie all’impegno di sindaci e di cittadini. Un risultato importante che riveste valore in quanto ci sono dei comuni dove i risultati sono immaginabili. Basti pensare, ad esempio, che la comunità di Aquilonia ha raggiunto l’89%”.
Presidente un bilancio da far riflettere?
“Ebbene sì. Un resoconto importante anche perché questo significa nessuna penalità da pagare ad onere dei contribuenti”.
Più polemico, invece, è il presidente del Co.Sma.Ri Av1, Raffaele Spagnuolo.
“La relazione cognitiva che presenterò al Commissario evidenzia una evidente ascesa delle percentuali. Dall’8% abbiamo raggiunto il 25% e solo in alcuni casi saliamo al 35%. Tante sono state le difficoltà affrontate, molte delle quali sono ancora in bilico come, ad esempio, la realtà di Avellino. È pur vero che abbiamo incontrato ostacoli anche in materia di siti di compostaggio: nessuna area, né provinciale né regionale, è sufficiente a recepire le quantità di umido differenziato. Ed è per questo che invito le Istituzioni competenti e l’Ente Provincia a porre fine a tale handicap dal quale dipende il futuro della differenziata”. Da evidenziare sono anche gli sguardi scettici e il silenzio in sala ‘rotto’ dai bisbigli di molti sindaci che vedono improbabile, se non addirittura irrealizzabile, la nuova ordinanza della De Simone. Scetticismo soprattutto per quei primi cittadini che hanno trovato mille difficoltà ‘solo’ per far rispettare il primo provvedimento relativo al secco-umido. Diffidenze che non sono passate inosservate neppure al presidente dell’Ente Provincia e all’assessore Fierro. La risposta, infatti, non si è fatta attendere “…la raccolta differenziata svolge un ruolo centrale nel sistema di gestione integrata dei rifiuti. Si tratta dell’unico sistema in grado di garantire la riduzione dei quantitativi dei rifiuti da conferire ai Cdr, per la riduzione dei costi di smaltimento e per il recupero di risorse attraverso il riciclaggio dei rifiuti. E non dobbiamo dimenticare – conclude Fierro – che il 1 giugno prossimo terminerà la fase commissariale dell’emergenza rifiuti e, quindi, tutti i 119 Comuni assumeranno il ruolo di protagonista nella gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti”. Nel corso del dibattito non sono mancate le polemiche, in particolare dei primi cittadini che sono intervenuti. In particolare, i sindaci di Montoro Inferiore, Grottolella, San Mango sul Calore, Rocca San Felice, Conza della Campania, Moschiano, Manocalzati etc, hanno messo il dito sulla piaga sui disservizi legati alla raccolta rifiuti e ai costi enormi che gravitano sui bilanci comunali. Sotto accusa, l’esistenza di due Consorzi, della gestione Asa e sulla richiesta di maggiore autonomia sullo spazzamento nei propri paesi. Da evidenziare anche l’intervento del Dirigente dell’Ufficio Ambiente del Comune di Avellino, arch.Iannaccone che sotto l’aspetto squisitamente tecnico si è dichiarato contrario all’ordinanza sulla differenziata, che a suo dire, non risolve i problemi. In particolare, Iannaccone ha evidenziato i costi notevoli che il comune capoluogo ha dovuto appostare in bilancio per far fronte al problema rifiuti della città e alle spese, oltre un milione e centomila euro per risolvere i problemi anche occupazionali legati all’Asa e ai servizi di spazzatura. (di Emiliana Bolino)


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