Diego Fusaro ad Avellino sponsorizza Morano: “Persona preparata e di cultura”

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Renato Spiniello – Era stato indicato come potenziale assessore alla cultura dalla coalizione di centrodestra capeggiata dall’allora candidato a sindaco Sabino Morano. Quella compagine, come si ricorderà, non è riuscita a ottenere il mandato dagli avellinesi ma avrà la possibilità di riproporsi, si vedrà in che composizione e con quali nomi, alla amministrative del prossimo maggio.

Nel frattempo, Diego Fusaro, noto filosofo, saggista, docente e opinionista, oggi ad Avellino, al Circolo della Stampa per il dibattito promosso da Primavera Irpinia e titolato “Popolo, Economie, Sovranità”, ha voluto ringraziare chi gli aveva rivolto quella potenziale proposta e si è detto disponibile, qualora si ripresentasse, ad accettarla nuovamente.

Diego Fusaro

“Do la mia piena adesione a coloro che vogliamo accettare la mia pur modesta persona nell’ambito della cultura” ha affermato Fusaro. Il filosofo, inoltre, ha usato parole al miele nei confronti chi lo aveva indicato come potenziale assessore, ovvero il segretario provinciale della Lega Sabino Morano. “E’ un ragazzo preparato e di cultura – ha asserito – ho letto anche il suo libro (Riflessioni di un Conservatore di Provincia, ndr) e lo ritengo interessante e filosoficamente valido. Quando c’è una persona di cultura è sempre auspicabile che possa dare il suo contributo alla polis, al di là delle ideologie politiche”.

Sulla situazione politica cittadina, invece, Fusaro ha glissato: “Non la conosco bene, credo tuttavia che rispecchi quella nazionale e per questo è da sperare che cambi e che ci sia un rinnovamento generazionale. Certo i politici non vanno giudicati dall’età, che non deve assolutamente essere criterio di merito o di demerito, ma nel contesto attuale è auspicabile dare spazio a chi possa portare una visione innovativa pur tenendo in considerazione anche i consigli degli anziani”.

Sui consensi ottenuti dal Movimento 5 Stelle sia a livello nazionale che locale, il filosofo ha invece dato la sua personale spiegazione. “Chi ha votato 5 Stelle era come se anziché tirare un sasso a una vetrina desse un senso sociale e politico a quel gesto altrimenti condannato a essere individualizzato e senza portata politica. I 5 Stelle hanno incanalato la contestazione al capitalismo esistente. Certo contestare è una cosa, ma trovarsi a governare è tutt’altro. Come dice il poeta: qui si parrà la tua nobilitate”.

Infine su popolo e sovranità, argomenti clou del dibattito odierno, a cui hanno partecipato anche l’avvocato Vincenzo Cozzolino, il coordinatore regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità Ettore de Conciliis de Iorio e il presidente del comitato referendario per la Macroregione autonoma del Sud Alessandro Sansoni, Fusaro ha aggiunto: “Non sono antitetici, bensì innervati reciprocamente. E’ la stessa Costituzione, nell’articolo uno, a richiamarli. Per cui chi parla di popolo e sovranità non fa nulla di sovversivo o rivoluzionario, si rifà semplicemente ai principi più elementari della nostra Carta Costituzionale. E’ più preoccupante, invece, chi parla di superamento delle nazioni e della sovranità e rivolge disinteresse verso il popolo liquidato come populista, xenofobo e retrogrado”.