Tra i tanti politici nazionali che hanno sfilato questo pomeriggio all’Hotel de la ville, in occasione del convegno organizzato da Giuseppe De Mita, l’attenzione dei presenti si è ovviamente soffermata sull’arringa tenuta dal Presidente Ciriaco De Mita, che ha intrattenuto la platea per circa mezz’ora sfoderando l’arte oratoria che da sempre lo contraddistingue.
“La mia presenza si configura come la memoria che ci aiuta a capire il futuro – esordisce l’eurodeputato – Se oggi siamo in difficoltà è perché la storia della Repubblica non la racconta più nessuno, siamo vittime della cancellazione della cultura come narrazione e a furia di dire parole come nuovo e vecchio siamo rimasti senza speranza”.
Il tema dell’incontro era appunto comprendere i segni del tempo, segni che secondo De Mita vanno letti alla luce di una riflessione che permetta di recuperare la memoria storica dei democratici cristiani al di là di inutili semplificazioni. “In politica sono necessarie tre condizioni: identità, valore e convenienza, nel senso di utilità dell’azione politica. Per questo motivo quando l’Udc ha scelto di candidare Monti all’elezioni, io ero contrario alla lista civica perché mi sembrava un assemblaggio di persone prive di una storia comune. Al contrario l’Udc nasceva con l’obiettivo di recuperare una memoria, in questo senso l’esperienza positiva dell’Unione di Centro non c’è stata, ma questo non vuol dire che vengono meno le ragioni per cui è nata. In questi anni è mancata la saldatura, abbiamo praticato la strada della quantità che serve a vincere, ma non a governare. Abbiamo pensato che la politica la fa solo chi siede in Parlamento e abbiamo perso la capacità di dare identità ad un’esperienza che va costruita nell’interesse generale, partendo dal dialogo e dalla voce dell’escluso”.
In prospettiva di una grande forza di centro egemone che unisca lo Scudo Crociato e Scelta Civica, il leader di Nusco invita alla prudenza per non commettere gli errori del passato. “Mio nonno mi diceva sempre che se una situazione complessa ti appare semplice vuol dire che non l’hai capita. L’Udc ha rappresentato la tappa di un percorso, ora non vogliamo cambiare, vogliamo continuare quello che abbiamo iniziato tenendo presente che il popolo è la radice culturale della rappresentanza e la legittima. Se vogliamo dar vita all’area moderata, partiamo dal presupposto che la difficoltà è tale che va affrontata insieme, quindi tagliamo i limiti e aumentiamo le virtù, perché soltanto facendo crescere l’esperienza democratica cristiana riusciremo a conservare la democrazia in Italia che è seriamente a rischio”.
(di Rosa Iandiorio)
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