De Mita, il Quirinale e il Regionale: perché volete fargli del male?

20 Settembre 2005

E’ stato il leit-motiv di Porto Santo Stefano, il tormentone di Pontecagnano e il chiacchiericcio di qualche quotidiano. Dalla Festa nazionale della Margherita a quella regionale, nel bene o nel male, Ciriaco de Mita fa parlare di sé. Colpa della boutade settembrina di Parisi che l’aveva indicato per la massima carica dello Stato, la Presidenza della Repubblica. Eppure, “l’eterno” di Nusco, ha espresso di fronte alla folta platea dell’Argentario, sollecitato da quel peperino di Maurizio Costanzo e dal giornalista Geremicca, che l’ipotesi proposta dal prodiano Arturo, lo gratificava… ma non lo riguardava. Invece, a scorgere i titoli dei giornali, in qualsiasi intervista non si fa altro che parlare dell’argomento. Idem per il futuro alla guida della Margherita regionale. Il buon Ciriaco, a chiusura della Festa, aveva espresso il desiderio di ulteriori e più impegnativi impegni, facendo intendere che dopo le politiche , avrebbe passato la mano. Sul caso, immancabilmente, titoli a piena pagina e interpretazioni sul caso. A questo punto, nonostante le puntualizzazioni, i casi sono due: o “qualcuno” lo vuole “posizionare” in una visione più istituzionale in modo da bloccarne le varie esternazioni del momento, oppure l’informazione è in crisi e la domanda del cronista è figlia del master da riempire. E’ vero che in politica vale il detto mai dire mai e che due più due in molti casi fa cinque, ma alla faccia dei maliziosi, lasciate in pace il “ pensatoio” della politica . Vi assicuriamo che tra tante comparse in cerca di notorietà, Ciriaco è ancora una garanzia. Provare per credere.


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