De Mita contro l’informazione ‘drogata’. Inizia il dopo Rosato

7 Gennaio 2006

Direzione provinciale infuocata. All’appello c’erano tutti nessuno escluso. Anche Vittorio De Vito attuale consigliere di opposizione in quota Libera Città che ufficializzerà il suo ingresso nel partito targato Margherita a breve. Un appuntamento per parlare di politica, delle quanto mai prossime sfide, ma anche per congratularsi con Giuseppe Rosato neo manager del Moscati. E’ venuto fuori il metodo: si è deciso di dare vita ad una competizione elettorale più forte e solida riprendendo contatti con la base del partito, dei gruppi dirigenti e locali (richiesta peraltro già avanzata dal consigliere regionale Luigi Anzalone). Dal confronto, che non ha visto musi duri, ma comunione di intenti, è emersa la proposta demitiana (avanzata dallo stesso coordinamento del Fiorellino e dallo stesso senatore Mancino). O meglio quella che suona piuttosto come una ufficializzazione, per chi dovrà assumere la guida cittadina della segreteria della Margherita. Sarà il capogruppo Enza Ambrosone, la cui ratifica avverrà nel corso di un’assemblea estesa anche alla platea di candidati del Fiorellino eletti e non rispetto alla scorsa competizione. L’importanza di una responsabilità che veda al vertice del partito di Piazza del Popolo il suo capogruppo.
Certa la designazione dell’unica donna del consiglio comunale di Avellino Ambrosone in sostituzione di Pino Rosato al quale, in particolare il senatore Nicola Mancino ha sottolineato “l’importanza del lavoro svolto in un momento delicato per la Margherita, del contrasto con l’amministrazione Di Nunno e la contrapposizione della lista Libera Città”.
Enzo De Luca nel suo intervento, in tono di ritrovata unità, ha messo innanzi l’importanza di elevare il dibattito politico bandendo polemiche e divisioni.
Che non aiutano a portare avanti la battaglia “contro Annibale”. Una metafora targata Anzalone per dire che la prossima tornata elettorale sarà quanto mai difficile considerato l’avversario “aggressivo e strumentalizzatore delle questioni. Per cui è necessario togliere di mezzo tutte le divisioni”. Chiara l’allusione alle primarie, pomo della discordia di qualche tempo fa. Non sono mancati – e non poteva essere altrimenti – i riferimenti alla posizione di forza della Margherita conscia di un consenso elettorale del 30 per cento. Ma cullarsi sugli allori non serve ad ingranare la marcia per raggiungere l’obiettivo prefissato. Critico De Mita e lo stesso Anzalone nei confronti di “un partito cresciuto ma ancora statico nella organizzazione sul territorio, pur avendo raggiunto una percentuale di consenso pari al 30 per cento”. Vivace il dibattito che ha visto al centro il problema dell’attuale empasse nazionale e regionale dei Ds travolti dalla questione ‘morale’. Un riferimento tutto demitiano, per dire esattamente tre cose: che la campagna elettorale è in salita, che è necessario recuperare il consenso anche diessino e che è fondamentale rispettare la dignità delle persone. A rimarcare ancora una volta il concetto è lo stesso leader nuscano che facendo un passo indietro nel tempo, non troppo lontano a dire la verità, ha ricordato quando “nel dopo terremoto D’Alema era direttore dell’Unità e ‘commissionò’ un titolo falso: ‘De Mita si è arricchito con il terremoto. Una bugia’”. Il tutto per sottolineare: “Il mio atteggiamento è rispettoso della dignità delle persone… Nessuno è autorizzato a speculare”. Solidarietà dunque ai Ds. Ai Ds di Salerno e non solo. “Una cosa è il giudizio della Magistratura, altra cosa è il giudizio morale dove appare che i Ds tentano di identificare la salvaguardia dell’interesse pubblico con un gruppo privatistico che di fatto non lo fa”.
Come sempre non manca la novità resa tale dall’alternanza di stilettate più o meno esplicite e di attacchi a dir poco feroci. La lama affonda quando il numero del quartier generale di Via Tagliamento affronta la questione informazione. De Mita senza mezzi termini lancia un messaggio chiaro a qualche settore dell’informazione locale “drogata che non aiuta la politica e la società a superare un momento assai drammatico”. Un problema dunque di “libertà”, quello posto da De Mita che attacca, non facendo né nomi né cognomi. “Dobbiamo combattere infiltrazioni nell’informazione locale che tenta di orientare le scelte politiche per operare pressioni privatistiche nel campo della sanità”. Insomma un monito che sembra voglia essere sostegno deciso alla campagna della ‘moralizzazione’. (di Teresa Lombardo)


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