Avellino – “Hanno paura del cosiddetto partito del magistrati perchè siamo stati quei coraggiosi che hanno cacciato la cricca e il malaffare dal Sud”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, intervendo alla pubblica iniziativa di Rivoluzione Civile al Viva! Hotel di Avellino. La tappa in Irpinia in vista delle imminenti politiche è stata la nuova occasione per il leader degli ‘arancioni’ (rigorosamente in maglioncino ‘arancio’) per togliersi qualche sassolini dalle scarpe: su Nicola Mancino, perché “… la sezione disciplinare del Csm, presieduta da Mancino attualmente sotto processo nell’ambito sulla trattativa Stato-mafia, mi trasferì da Catanzaro e mi strappò la toga”. Sull’allora ministro della giustizia, Clemente Mastella, che “… non solo chiese il trasferimento da Catanzaro, ma anche che mi fossero tolte le funzioni di pm. Dopo qualche giorno ancora, l’allora procuratore Generale di Catanzaro, oggi sotto processo per corruzione in atti giudiziari, mi tolse l’inchiesta. Ecco perchè si continua ad attaccare solo Antonio Ingroia e, ad esempio, non un Pietro Grasso (Pd) che pure è candidato. La verità è che Ingroia fa paura”.
Professori, ex magistrati, politici ma anche precari, giovani, donne e semplici esponenti della società. Tutti insieme sono partiti per fare la Rivoluzione Civile, animati dalla voglia di rinnovamento e rincuorati dalla candidatura di Antonio Ingroia. All’evento di Avellino erano presenti anche l’ex braccio destro di Michele Santoro, Sandro Ruotolo, e l’assessore al Welfare al Comune di Napoli, Sergio D’Angelo.
Per il sindaco di Napoli, Antonio Ingroia rappresenta l’unica svolta: “Il voto utile è quello per il cambiamento, la proposta di Ingroia è l’unica alternativa al berlusconismo, al montismo e al centrosinistra in continuità con Monti. Fino ad ora una parte politica è stata collusa con la mafia, con Ingroia vogliamo sconfiggere la mafia e la camorra e per sconfiggerle – ha aggiunto – occorre una rivoluzione culturale”. Nel discorso di De Magistris, la necessità di “… contrastare la precarizzazione di massa”, la lotta ai capitali illeciti che vanno all’estero, la rinuncia agli F-35 e la necessità per i cittadini del Mezzogiorno di emanciparsi da soli, di “… difendere le proprie terre e di riappropriarsi ciascuno della propria identità”.
De Magistris ha tra l’altro ribadito con una punta di orgoglio che il bene comune “… va oltre il pubblico e appartiene alla comunità. Siamo orgogliosi – ha detto ancora – di essere l’unica grande città in Italia ad aver recepito il referendum sull’acqua pubblica. Questo a dimostrazione che esiste anche il ‘pubblico’ che funziona”.
Infine, ricordando la sua esperienza di campagna elettorale a Napoli, De Magistris ha precisato: “Non guardiamo ai sondaggi. Se ho una colpa, è stata quella di aver sempre e comunque applicato l’articolo 3 della Costituzione Italiana (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”). La vera sfida sarà quella di portare, come è successo a Napoli, la rivoluzione civile al Governo, nei paesi, nei Comuni ed è bello sottolineare come questa rivoluzione sia partita ancora una volta dal Sud. E Sud e lavoro saranno la parola chiave per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”.
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