De Luca indagato per corruzione, i Cinquestelle attaccano: “Dimissioni subito”

De Luca indagato per corruzione, i Cinquestelle attaccano: “Dimissioni subito”

11 Novembre 2015

Non si sono fatte attendere le reazioni sul web dei parlamentari del Movimento 5 Stelle appena appresa la notizia dell’indagine che ha coinvolto il Governatore della Campania Vincenzo De Luca insieme al giudice che a luglio ne ha sentenziato la permanenza alla carica di governatore della Campania, congelando gli effetti della legge Severino.

Lapidario il commento su facebook della candidata per il Movimento Cinquestelle alle scorse Regionali, Valeria Ciarambino:

“La Campania non merita di essere infangata da un bugiardo plurindagato ed ora coinvolto in un’indagine gravissima di corruzione del giudice che lo ha salvato dalla sospensione. #delucadimettiti”

Sempre a facebook è affidato l’affondo di Nicola Morra, senatore pentastellato:

“Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche, deprecate prima da Berlusconi ed i suoi, ora da quelli che erano “diversi” -gli ipocriti del PD per intenderci-, Vincenzo De Luca, un “galantuomo” sol per come affetta disprezzo nei confronti della giustizia e della morale pubblica, è stato indagato per corruzione. Chissà ora che polemiche sferzanti monterà con chi si è permesso di indagarlo!  Si sa, il peggior reato compiuto a danno dei Signori è quello di lesa Maestà, e De Luca ha tutto l’apparire di un Barone che il popolo non può minimamente giudicare. Assunzioni nella Sanità, interventi per correggere il corso della giustizia, naturalmente accennati, ventilati, ipotizzati: tipico quadro di vicende immorali e schifose…E questo mentre il partito unico dell’illegalità immorale, oltre a voler ridurre le intercettazioni, vuole anche imporre la legge bavaglio sulla libertà di stampa. Non vi ricorda qualcosa che abbiamo vissuto quasi un secolo fa?”

Più diretto il parlamentare avellinese, Carlo Sibilia:

“Se la corruzione è un cancro, come dice Papa Francesco, allora la Campania è un malato terminale. ‪#‎DeLucaVattene”.

Alessandro Di Battista chiama in causa il premier Matteo Renzi:

“Quindi Vincenzo De Luca, governatore della Campania scelto e sostenuto da Renzi è indagato per corruzione. La vicenda è clamorosa.
Mastursi, braccio destro di De Luca, avrebbe promesso al marito di Anna Scognamiglio un’assunzione in cambio di “una parola buona” con la sua consorte. La Scognamiglio è il giudice che con una sentenza salvò proprio De Luca permettendogli di restare in carica nonostante i suoi guai giudiziari. Che schifo!
Ora Renzi, il primo responsabile di questo ennesimo disastro, cosa farà? Applicherà il modello-Marino anche ad un suo amico? Penserà ad un commissariamento? Cercherà un Orfini campano visti i “meravigliosi” risultati a Roma?
E’ Renzi che andrebbe commissariato. Per la sua manifesta incapacità, per la sua conclamata immoralità e per la sua disonestà intellettuale. In Emilia amministrazioni PD infiltrate dalla n’drangheta. A Roma PD infiltrato da Mafia Capitale. In Campania PD che candida un condannato che dovendo decadere si mette d’accordo con il marito della giudice per trovare una via di uscita. Il PD è tutto questo. Renzi è tutto questo. Un rottamatore di etica e legalità. Metteteci alla prova!”


Nessun commento Presente

Comincia una conversazione

Ancora nessun commento!

Puoi essere il primo a cominciare una conversazione

I Tuoi dati saranno al sicuro!L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi.