Bufera in Regione Campania, De Luca e noto avvocato di Avellino indagati per corruzione

Bufera in Regione Campania, De Luca e noto avvocato di Avellino indagati per corruzione

11 Novembre 2015

“In relazione all’annunciata indagine nei miei confronti, nel dichiarare senza alcun margine di equivoco la mia totale estraneità a qualunque condotta meno che corretta, chiarirò ogni aspetto in una conferenza stampa nella mattinata di domani (oggi per chi legge, ndr). È mia intenzione fare in modo che si accendano su questa vicenda i riflettori nazionali, trovandomi nella posizione di chi non sa di cosa si stia parlando. Ho già dato incarico al mio avvocato per chiedere di essere sentito dalla competente autorità giudiziaria. Per me, come per ogni persona perbene, ogni controllo di legalità è una garanzia, non un problema. E su questo, come sempre, lancio io la sfida della correttezza e della trasparenza”.

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca affida a queste poche righe pubblicate su Facebook in nottata il suo commento alla notizia che lo vorrebbe indagato (sebbene sarebbe però un atto dovuto) a Roma per corruzione per induzione e rivelazione di segreto insieme ad altre 6 persone tra cui una dei giudici del Tribunale di Napoli che in estate aveva accolto il ricorso del presidente della Campania contro la sospensione inflittagli in virtù della legge Severino e un noto avvocato di Avellino che avrebbe seguito da vicino la campagna elettorale dell’ex sindaco di Salerno in Irpinia.

Sarebbero in totale sette le persone avvisate.

Tra queste anche Nello Mastursi, già capo della segreteria di De Luca, che si era dimesso due giorni fa per “… motivazioni personali”.

Era stata la Procura di Napoli ad avviare l’inchiesta e poi per competenza territoriale ha inviato gli atti a Roma, che si occupa delle vicende giudiziarie che riguardano i magistrati

Nei giorni scorsi la squadra mobile di Napoli aveva perquisito gli uffici di Mastursi in Regione e la sua abitazione a Salerno su disposizione della Procura di Roma sequestrando un telefono cellulare e un computer portatile.

IL FATTO – Il fascicolo sarebbe stato aperto dopo l’ascolto di una intercettazione telefonica nella quale il marito della giudice indagata, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente De Luca.

Secondo l’accusa De Luca sarebbe stato così indotto a promettere la nomina del marito della giudice per un incarico nella Sanità campana (cosa peraltro mai avvenuta, ndr).

L’avvocato irpino sarebbe stato il tramite tra Mastursi e il marito della giudice.


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