Dal 6 luglio saldi estivi in Irpinia. Confesercenti: sconti reali

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Il 6 luglio partono in Irpinia i saldi estivi. Una data attesa per gli esercenti che sperano di recuperare entrate, un po’ meno dai consumatori, da una lato alle prese con portafogli sempre più leggeri, dall’altra sempre più bombardati da offerte on-line e dunque sempre meno abituati ad entrare nei negozi. Ma per le associazioni di categoria questa fase di saldi deve essere utilizzata quale momento di rilancio dei negozi del territorio.

“L’inizio dei saldi estivi sarà un’opportunità per i consumatori di acquistare prodotti a prezzi scontati nei negozi di vicinato e per le piccole attività del territorio di chiudere la stagione recuperando clienti, che in questa fase di crisi sono sempre meno numerosi”. Ad affermarlo è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino.

“Dopo l’incontro tenuto qualche giorno fa a Napoli – prosegue il dirigente dell’associazione di categoria – tra l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marchiello, e le rappresentanze delle organizzazioni del terziario, si è deciso di recepire le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni sul nodo dell’individuazione della data per le vendite di fine stagione, che quindi in provincia di Avellino, come nel resto della Campania, cominceranno giovedì 6 luglio e termineranno non oltre 60 giorni dopo, come previsto dalla norma, entro martedì 5 settembre.

Nella riunione è stata ribadita la necessità di far rispettare le prescrizioni di legge, che vietano vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti l’avvio dei saldi, per assicurare una corretta e leale concorrenza tra tutti gli esercizi”.
“Confesercenti, pertanto, invita i consumatori – ha concluso Marinelli – a rivolgersi con fiducia alle attività commerciali del territorio, che sicuramente compiranno uno sforzo aggiuntivo per offrire il miglior rapporto qualità-prezzo per i saldi, con la massima trasparenza, assicurando vendite con sconti reali, per la merce della stagione in corso.

Un’occasione, dunque, per rivalutare e rilanciare il ruolo dei negozi di prossimità, anima del tessuto economico locale, ed il rapporto diretto tra clienti ed esercenti, rispetto al commercio elettronico delle multinazionali, che operano in una situazione di assoluta deregolamentazione, spesso senza alcuna ricaduta positiva per il Paese e soprattutto per il tessuto produttivo del posto”.