Da lady aste ai TreTre ai membri del clan Partenio: l’antimafia chiede il processo per tutti. C’è anche il voto di scambio

Da lady aste ai TreTre ai membri del clan Partenio: l’antimafia chiede il processo per tutti. C’è anche il voto di scambio

8 Giugno 2021

Associazione a delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti, estorsione, voto di scambio politico-mafioso, falsità materiale in atti d’ufficio, truffa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altro ancora. Con queste accuse il pool dei magistrati dell’antimafia di Napoli, composto dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Simona Rossi, Luigi Landolfi e Anna Frasca, ha chiesto il processo per i 22 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Aste ok”.

Tra questi c’è Livia Forte, considerata dagli inquirenti la lady di ferro delle aste giudiziarie avellinesi, ma anche Armando Aprile, uno dei membri del gruppo conosciuto in città col nome di “Tre Tre”, il boss del nuovo clan Partenio Pasquale Galdieri, i sodali Nicola Galdieri e Carlo Dello Russo e gli ex consiglieri comunali di Avellino Damiano Genovese e Sabino Morano (quest’ultimo ex segretario provinciale della Lega e già candidato sindaco del centrodestra).

Resta in piedi dunque l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Il clan camorristico, si legge nelle oltre 50 pagine di richiesta di rinvio a giudizio, avrebbe fatto leva sulla capacità di penetrazione e intimidazione che poteva e può vantare sul territorio avellinese per far eleggere in Consiglio Comunale Sabino Morano e Damiano Genovese in cambio della promessa dell’erogazione di non meglio specificate utilità.

Sul fronte aste giudiziarie, invece, quello messo in piedi era per gli inquirenti un sistema criminale volto a costruire una sorta di monopolio nello specifico settore, impedendo alle persone interessate di partecipare, facendo aggiudicare i beni all’asta dietro la richiesta di pizzo o acquistandoli loro stessi a prezzi stracciati.

Il processo è stato richiesto anche per le sei società da loro controllate. Se ne discuterà il prossimo 30 giugno alle 10:30 nel Palazzo di Giustizia di Napoli davanti al Gup Carlo Bardari.