Cresce la sensibilità ambientale degli italiani: consapevolezza o necessità?

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Un’indagine effettuata dall’Osservatorio Findomestic ha evidenziato come negli ultimi due anni sia cresciuta l’attenzione degli italiani ai temi ambientali e come, in relazione a ciò, siano cambiate anche molte abitudini quotidiane. Che si tratti di scelte consapevoli o dettate dalla necessità di ottenere un risparmio economico, sembra proprio che il nostro Paese si stia dirigendo verso un’ottica più green a più livelli: vediamo più nel dettaglio cosa sta succedendo.

Ecosostenibilità e risparmio: due scelte che camminano di pari passo

Nell’ultimo biennio gli italiani sembrano aver aumentato notevolmente la propria propensione green, adottando scelte sempre più consapevoli dal punto di vista ecologico. È ciò che afferma il report dell’Osservatorio Findomestic secondo cui il 35% della popolazione si dice molto più attento che in passato a quelle scelte che possono avere un impatto ambientale più o meno forte.

In realtà, al dato relativo alla sensibilità ecologica si accompagna molto spesso la necessità di risparmiare sulle spese familiari, un tema che in molti casi vede gli italiani effettuare scelte sostenibili anche per limitare costi e sprechi. I rapidi aumenti delle tariffe energetiche e il conseguente caro bollette, per esempio, hanno portato il 56% degli intervistati a limitare l’uso dell’elettricità, così come i prezzi dei carburanti hanno spinto il 37% dei consumatori a rinunciare quando possibile all’auto preferendo mezzi pubblici e bici, oppure camminando a piedi.

Anche sulla spesa alimentare le scelte degli italiani risultano essere più indirizzate a un’ottica ambientalista con, da un lato, una fetta crescente di mercato che si indirizza verso prodotti biologici e provenienti da aziende che lavorano in maniera ecosostenibile e, dall’altro, un 15% di persone che invece si indirizzano verso beni più durevoli per ottimizzare il costo della spesa e ridurre al minimo gli sprechi.

Com’è facile intuire, tutte queste azioni hanno un impatto positivo per il pianeta, tuttavia non sempre gli italiani ci arrivano per una questione meramente ecologica. Alla domanda su quanto sarebbero propensi a spendere di più per un prodotto realmente green, infatti, gli intervistati hanno nella maggior parte dei casi scelto una fascia di sovrapprezzo molto bassa, tra il 5 e il 10%, dicendosi non disposti a superare questa soglia per acquisti ecosostenibili.

La coscienza ambientale è indubbiamente in crescita, anche per merito delle tante campagne informative sui rischi che il nostro pianeta corre a causa degli errati comportamenti umani, ma il dato complessivo risulta in parte “sporcato” da una fetta di consumatori più attenti alla tasca che all’ambiente. A dirsi realmente preoccupato per i problemi ecologici è infatti il 21% degli intervistati, che ritiene la protezione dell’ambiente una priorità assoluta, dato che fa il paio con il 19% di italiani che si dicono informati sul tema delle fonti energetiche e che prestano attenzione alle modalità alternative di produzione.

Young tree plant

Sensibilità ecologica: il digitale favorisce la conoscenza del tema

A livello di condivisione della conoscenza, buona parte del merito della ritrovata consapevolezza ecologica va al mondo digitale: le informazioni che circolano online, la possibilità di confrontarsi sui social e la disponibilità di app che aiutano, per esempio, nella raccolta differenziata, sono solo alcune delle novità degli ultimi anni che hanno avvicinato molte persone ai temi ambientali, spingendole anche a modificare radicalmente vecchie abitudini e usi. Se molti utilizzano la rete per scopi professionali, a partire dalle classiche tramite WhatsApp o Teams, per passare ad altre piú di nicchia piattaforme come Live Casino di Betway o come le console di cui grandi titoli da Tripla AAA del mondo videoludico, come The Witcher, hanno spopolato. Altrettanto elevato è il numero di persone che, oltre a queste attività, si affida a internet per capire come ridurre il proprio impatto ambientale e come comportarsi in specifiche situazioni che potrebbero creare danno al pianeta, dalle scelte alimentari al conferimento dei rifiuti.

Basta navigare in rete per vedere quanto sia cresciuto il numero di portali di informazione specializzati sull’argomento o come anche le testate giornalistiche abbiano ormai quasi sempre una sezione dedicata ai temi ecologici. Le stesse associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente utilizzano ormai quotidianamente il web e i social per restare in contatto con i sostenitori e per far conoscere le attività poste in essere per il bene del pianeta.

Non meno importanti risultano infine i servizi offerti oggi tramite app per guidare le scelte dei consumatori, per esempio tramite strumenti come Yuka che leggendo l’etichetta dei prodotti riescono ad analizzare le componenti e dunque a valutare l’impatto sia a livello di salute che di sostenibilità, oppure come l’applicazione Riciclario, che consente di sapere in pochi secondi come si conferisce correttamente nei rifiuti ogni tipo di materiale.

Il percorso intrapreso in questi anni è sicuramente positivo e, sebbene come visto le scelte non siano sempre dettate dalla sola sensibilità ecologica, il loro impatto legato anche al fatto di divenire azioni abitudinarie non può che rappresentare un importante segnale verso un cambio di rotta sempre più radicale.