Costantino: Taranto avversario scomodo… ma i lupi hanno Biancolino

0
6

Con i suoi goal ha contributo alla prima grande stagione dei lupi dopo anni di anonimato nell’inferno della C. Adesso va in cerca di giovani talenti per l’Italia: Raffaele Costantino, ex attaccante dell’Avellino(2000/2001), non dimentica l’esperienza trascorsa all’ombra del ‘Partenio’. Un solo anno per lui in Irpinia un’unica stagione per lasciare il segno, poi il ritorno all’Ancona ed il passaggio al Pisa, purtroppo in Toscana si è dovuto ritirare anzitempo dall’attività agonistica. Ora a 32 anni lavora per il Chievo società vicina agli irpini e con la quale è stato ingaggiato in comproprietà Di Cecco e da dove lo scorso mese di Gennaio è arrivato Garzon. Lo stabiese, che nell’arco della stagione è stato avvistato diverse volte al Partenio, scommette sui lupi ed indica in Biancolino il trascinatore verso la conquista della cadetteria: “Spero di tutto cuore che l’Avellino possa tornare in B. Per quello che rappresentano questa piazza e questa società, è una tristezza dover vedere questi colori in terza serie. I lupi sono la squadra più forte del campionato e per quello che hanno dimostrato per gran parte del torneo avrebbero sicuramente meritato di arrivare primi. Purtroppo, i numerosi errori difensivi ne hanno condizionato il rendimento. Adesso, basta pensare a quello che è stato, bisogna guardare avanti. E’ inutile piangere sul latte versato”.
Forse il Taranto è l’ostacolo peggiore per l’Avellino. La gara di domenica scorsa non fa testo?
“E’ di sicuro l’avversario più scomodo che potesse capitare. Una squadra tosta composta da elementi di grandissima esperienza in grado di poter far male in qualsiasi momento. Ma io credo fortemente nell’Avellino, le qualità dei lupi non si mettono assolutamente in discussione, l’importante è andare allo Jacovone sgombri da ogni pensiero, scendere in campo senza tornare indietro con la mente e ricordare le occasioni sprecate in un campionato che doveva essere vinto. Si partirà dal vantaggio del secondo posto questo è vero, ora però parte un altro campionato dove i valori si azzerano. La gara di domenica va assolutamente dimenticata, erano 90’ minuti che non avevano alcun valore. Negli spareggi sarà diverso, bisogna giungere in terra jonica per fare la partita senza riflettere sul fatto che si hanno a disposizione 2 risultati su 3.”.
Sei d’accordo nel considerare questi i play-off più duri nella storia della terza serie?
“Credo che per la prima volta nella griglia finale ci siano le migliori squadre del torneo ad esclusione della Cavese che è una vera e propria sorpresa a discapito di un Perugia che per valori tecnici ad inizio stagione era sicuramente più quotato. Sono tutti campi difficili quindi sarà molto dura”.
Cosa servirà all’Avellino per riuscire a conquistare questa nuova promozione e ritornare nel calcio che conta?
“Sarà fondamentale lo spirito di gruppo. L’unità, adesso tutti si dovranno stringere intorno alla squadra creando un grande cerchio. Spero che i tifosi siano tanti perché l’Avellino ha bisogno di loro, ritengo che quella spaccatura iniziale tra la parte calda della Curva e la società abbia pesato ad inizio anno. Per fortuna ora tutto è finito.”
I lupi possono contare su giocatori che hanno già vinto gli spareggi, potrà questa secondo te rappresentare un’arma in più?
“Sicuramente. Avere in rosa calciatori che sono riusciti a vincere già questo minitorneo è importante. Tra le fila dei lupi ce ne sono tanti, molti dei quali sono stati capaci di abbattere due anni fa il più quotato Napoli. Credo che elementi come Ametrano, Puleo, Moretti, Biancolino, Sullo, possano risultare determinanti in situazioni di questo tipo”.
Con 64 goal siglati i lupi hanno il migliore reparto offensivo del campionato. Chi riuscirà secondo te tra Biancolino-Grieco ed Evacuo ad essere determinante?
“Mi auguro che Vavassori decida di puntare su tutto il potenziale offensivo a propria disposizione. L’Avellino dispone di un attacco strepitoso, può contare su Biancolino che è stato l’uomo simbolo di questa stagione. L’anima della squadra disputando una stagione straordinaria ed, adesso che sono tornati al goal, anche Evacuo e Grieco di sicuro potranno contare su maggiori soluzioni. Se verrà trovata la giusta quadratura anche dietro, ancora meglio”.
Che ricordo hai della stagione vissuta in Irpinia?
“Io in Irpinia sono stato benissimo, è stato l’anno più bello della mia carriera da calciatore. Sono molto legato alla città, dove tra l’altro ho lasciato tantissimi amici. Quello era il primo anno, dopo tante stagioni buie che l’Avellino centrava un traguardo importante, riuscendo a conquistare i play-off nonostante non fosse partito con i favori del pronostico. E’ stato il primo grande risultato dopo anni di assoluto buio. Arrivammo quarti con 57 punti stupendo tutti e, nonostante alla fine non riuscimmo a tagliare il traguardo della B i tifosi, ci ringraziarono con uno striscione di rientro al ‘Partenio’: fu un gesto che mi porterò sempre nel cuore”.
Peccato per quella gara di Catania. Dopo aver vinto al Partenio, perdeste 2 a 0 al Massimino. Il goal decisivo fu siglato da Ambrosi adesso al Taranto. Secondo te i lupi dovranno temerlo?
“Purtroppo, il mio amico Sandro nella semifinale di ritorno al Massimino ci condannò. Con lui ho giocato a Pisa ed Ancona….spero che Puleo unico superstite di quel gruppo, possa fermarlo, vendicando così quella gara. Il Taranto ha tanti giocatori importanti e da temere, ma il ‘Leone’ è il più pericoloso. Il fattore campo sarà importante per entrambe le squadre…forza lupi”.
(di Sabino Giannattasio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here