“Così muore l’agricoltura”: l’allarme di Coldiretti

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AVELLINO – Una folta delegazione di Coldiretti Avellino ha partecipato oggi alla mobilitazione regionale promossa da Coldiretti davanti alla Prefettura di Napoli nell’ambito della giornata nazionale che ha visto migliaia di agricoltori scendere in piazza in tutta Italia per dire basta alle speculazioni che stanno mettendo in ginocchio le imprese agricole e minacciando due prodotti simbolo della Dieta Mediterranea e del Made in Italy: l’olio extravergine di oliva e il grano.

Gli agricoltori hanno consegnato ai Prefetti un documento con richieste precise per contrastare le frodi, garantire trasparenza ai consumatori e tutelare il reddito delle aziende agricole. Al centro della protesta il crollo delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva e del grano, determinato da dinamiche speculative e da importazioni prive di adeguate garanzie di reciprocità, mentre i costi di produzione continuano ad aumentare.

“Quelle del grano e dell’olio sono due filiere fondamentali per l’agricoltura italiana, campana e irpina, sulle quali questa mattina abbiamo voluto portare all’attenzione della Prefettura di Napoli proposte concrete e richieste precise – afferma Veronica Barbati, presidente di Coldiretti Avellino e di Aprol Campania -. Si tratta di comparti strategici anche per l’Irpinia, che continuano però a vivere una situazione di forte difficoltà. Per quanto riguarda il grano, nonostante gli sforzi messi in campo negli ultimi anni, siamo costretti a registrare ancora una volta una situazione inaccettabile: agli agricoltori vengono riconosciuti prezzi inferiori ai costi di produzione e sul mercato si registrano quotazioni che non garantiscono la sostenibilità economica delle aziende. Non molto diversa è la situazione dell’olivicoltura. Il nostro Paese continua a essere invaso da ingenti quantitativi di olio provenienti dall’estero, in particolare dalla Tunisia, commercializzati a prezzi estremamente bassi e capaci di generare meccanismi di concorrenza sleale che penalizzano i produttori italiani. Per questo Coldiretti Avellino ha partecipato con una numerosa delegazione alla mobilitazione di Napoli per chiedere l’applicazione rigorosa della normativa sulle pratiche sleali, maggiori controlli lungo tutta la filiera e strumenti che garantiscano una trasparenza definitiva sia nei confronti dei produttori che dei consumatori. Sono solo alcune delle richieste che abbiamo consegnato questa mattina alla Prefettura per sostenere concretamente i nostri imprenditori agricoli. Per il comparto cerealicolo, inoltre, abbiamo chiesto lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro a sostegno della filiera, oggi particolarmente esposta agli effetti delle speculazioni e all’aumento dei costi di produzione”.

“Le aziende agricole irpine – dichiara il direttore di Coldiretti Avellino, Maria Tortoriello – non possono continuare a essere l’anello debole della filiera. Dietro una bottiglia di olio extravergine d’oliva e dietro ogni chilo di grano ci sono lavoro, investimenti, sacrifici e qualità che meritano di essere riconosciuti e remunerati correttamente. Non possiamo accettare che speculazioni e traffici opachi comprimano i prezzi all’origine mentre i consumatori continuano a pagare cifre elevate sugli scaffali. Difendere il reddito degli agricoltori significa difendere la qualità del cibo che arriva sulle tavole degli italiani e garantire maggiore trasparenza e sicurezza alimentare. Per questo chiediamo più controlli, più tracciabilità e regole uguali per tutti, affinché chi produce nel rispetto delle norme non sia penalizzato da chi cerca scorciatoie o alimenta pratiche sleali”.

Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva, Coldiretti denuncia un crollo dei prezzi alla produzione che nell’ultimo anno ha raggiunto il 50%, mentre crescono i costi sostenuti dagli agricoltori. Una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica di migliaia di aziende olivicole italiane. Da qui la richiesta di intensificare i controlli sull’origine dei prodotti, utilizzando anche strumenti innovativi come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, affinché possano diventare prove utilizzabili nei procedimenti giudiziari contro le frodi alimentari.

Analoga preoccupazione riguarda il comparto cerealicolo. Coldiretti denuncia i tentativi di acquistare il grano duro a prezzi che non coprono nemmeno i costi di produzione, penalizzando pesantemente gli agricoltori e favorendo pratiche speculative lungo la filiera. A ciò si aggiunge la necessità di rafforzare i controlli sull’origine del prodotto e di applicare pienamente il principio di reciprocità per le importazioni provenienti da Paesi dove sono consentite pratiche vietate in Europa.

La mobilitazione di Coldiretti proseguirà fino a quando non saranno adottate misure concrete per garantire trasparenza lungo le filiere, contrastare le frodi e assicurare una giusta remunerazione agli agricoltori italiani.