Coronavirus, uno spiraglio per il calcio: Avellino alla finestra

Coronavirus, uno spiraglio per il calcio: Avellino alla finestra

8 Aprile 2020

di Claudio De Vito. La fase calante appena intrapresa dall’emergenza Coronavirus in Italia ha fatto scattare le prime ipotesi di graduale ripresa, già al vaglio del governo che individuerà delle scansioni temporali per il ritorno alla normalità. Nessuna illusione, né facili entusiasmi: serviranno settimane perché si torni – se non alla vita di prima, almeno nel breve-medio periodo – a riappropriarsi di un minimo di libertà con le dovute precauzioni sanitarie.

Il 4 maggio però potrebbe essere la data buona per allentare la stretta sugli spostamenti ed ecco allora che il calcio ci fa un pensierino per la ripresa delle attività. Se le attuali previsioni dovessero essere confermate dopo Pasqua, le varie squadre potrebbero tornare ad allenarsi naturalmente con il parere della Federazione Medico Sportiva Italiana, già decisivo nelle scorse settimane per stroncare sul nascere ogni velleità di ritorno in campo da parte di qualche club soprattutto in Serie A.

Federazione della quale il medico sociale dell’Avellino, Gennaro Esposito, è consigliere. Il capo dello staff sanitario biancoverde ha già organizzato da tempo la ripresa delle attività al Partenio-Lombardi – prevedendo in primis l’utilizzo scaglionato degli spogliatoi – dopo aver supportato a distanza gli atleti insieme a collaboratori, massaggiatori e fisioterapisti. Pertanto, per un eventuale 4 maggio, in casa biancoverde non ci si farebbe trovare impreparati.

Ma al di là del parere medico, che resta fondamentale, c’è da comprendere se la netta linea dei club di Serie C – cioè improntata al blocco del campionato – emersa venerdì scorso in Assemblea di Lega si ammorbidirà. L’occasione sarà offerta martedì 14 aprile da un nuovo confronto tra le 60 società della terza serie professionistica che dialoga con l’Assocalciatori sul taglio degli stipendi. La resistenza, già emersa per la massima seria, del sindacato è scontata, a maggior ragione in una categoria dove tre quarti dei calciatori guadagna mensilmente quanto un impiegato.

In tal senso la cassa integrazione per gli ingaggi annuali fino a 50mila euro lordi giungerebbe in soccorso. Dunque subito dopo Pasqua la Serie C, con la proiezione di una possibile ripresa delle ostilità entro fine maggio, si ritroverà dinanzi ad un bivio. Il presidente Francesco Ghirelli dovrà fornirà le giuste garanzie alla stragrande maggioranza dei presidenti fortemente provati dall’emergenza in termini emotivi ed economici.