Conza della Campania – Con Bennato… non ‘sono solo canzonette’

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Conza della Campania – Chitarra, armonica a bocca, tamburello e kazoo: questi i contorni di un personaggio che nei primi anni ’70 si propone al pubblico con una linea musicale che attinge alle radici del rock’n’roll, al blues, mescolata con suoni mediterranei, tamurriate e melodia. E questa sera, Edoardo Bennato, sarà sul palco di Conza della Campania. I suoi testi trattano soprattutto tematiche sociali: da una parte i potenti, dall’altra i deboli, la censura e la libertà d’espressione. Ed è così che, nel 1973, il ‘menestrello rock’ Edoardo Bennato presenta al pubblico ‘Non farti cadere le braccia’. Un album di esordio che mostra sulla copertina un enorme fiammifero, che nell’intenzione dello stesso musicista vuole significare l’ultima occasione prima dell’eventuale ‘buio totale’. Cosa che non si verifica. L’album piace a pubblico e critica. Incoraggiato dal risultato precedente, l’anno successivo esce con ‘I buoni e i cattivi’, lavoro in cui si intensifica la linea rock-blues, mentre i testi propongono una più mordente ironia. Nell’autunno dello stesso anno, Edoardo è sul mercato con un 45 giri che ottiene notevole successo: ‘Meno male che adesso non c’è Nerone’, brano che anticipa di qualche mese l’album ‘Io che non sono l’imperatore’. E’ lo stesso “architetto” Edoardo a realizzare la copertina, con il progetto di una ipotetica costruzione della metropolitana di Napoli. Dopo il successivo ‘La torre di Babele’, uno dei suoi lavori migliori, per il bluesman arriva l’album della svolta, ‘Burattino senza fili’, che consacra Bennato al grande successo popolare. Si tratta di un concept album che ricalca la favola di un Pinocchio moderno, con i relativi personaggi di contorno. Il disco resta per quattro mesi al primo posto delle vendite, uno straordinario exploit che porta Edoardo a isolarsi completamente. Solo tre anni dopo, incide l’album successivo, Uffà! Uffà!, il quale precederà di soli quindici giorni – caso stranissimo e mai più ripetuto da un artista italiano – un nuovo album dal titolo ‘Sono solo canzonette’. Quest’ultimo ricalca la fortunata formula di Burattino senza fili, ovvero l’allegoria di una favola, che nello specifico è quella di Peter Pan. Con questo, Edoardo ha raggiunto la vetta della propria carriera. Un suo concerto tenuto allo Stadio San Siro di Milano richiamerà ben 80 mila persone. Nell’83 è la volta di ‘E’ arrivato un bastimento’, che svolge un’attenta ricerca di suoni e, l’anno dopo, il suo primo live, “è goal”, che sarà sigla dell’appuntamento televisivo domenicale de La domenica sportiva. OK Italia, inciso nell’87, e soprattutto Abbi dubbi dell’89 riportano decisamente in ascesa il musicista napoletano. Gli anni ’90 si aprono per Edoardo con un nuovo successo “Un’estate italiana”, cantato in coppia con Gianna Nannini, sigla del Campionato Mondiale di Calcio, che si svolge in Italia.

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