Comune di Avellino chiuso ai giornalisti, l’Ordine: “E’ un grave danno per la democrazia”

Comune di Avellino chiuso ai giornalisti, l’Ordine: “E’ un grave danno per la democrazia”

11 Ottobre 2021

Alfredo Picariello – “La chiusura del Comune di Avellino ai giornalisti, che dura ormai da troppo tempo, rappresenta un grave danno non solo per l’informazione ma soprattutto per l’opinione pubblica e la democrazia”. Sulla brutta pagina del Municipio “blindato” agli organi di informazione, neo dell’amministrazione Festa, fa giustamente sentire la sua voce il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.

“L’Ordine della Campania è intervenuto in altre occasioni denunciando il comportamento del sindaco – peraltro giornalista pubblicista – e a questo punto bisogna passare rapidamente ai fatti. Invito dunque l’amministrazione comunale, con il supporto degli uffici, a stilare rapidamente un regolamento che, nel rispetto della normativa Covid, dell’informazione e dell’opinione pubblica, consenta finalmente di stabilire rapporti corretti e trasparenti. I giornalisti hanno il diritto-dovere di raccogliere documentazione, fare domande, raccontare l’attività amministrativa e scrivere inchieste”.

“Il Comune in tutte le sue articolazioni, a cominciare dal vertice politico, ha il dovere di non creare barriere. Il tutto nel rispetto della legge e della correttezza istituzionale. La pandemia non può essere più un alibi per impedire ai giornalisti l’accesso in Municipio. Si approvi perciò rapidamente un regolamento urgente che consenta ai giornalisti di lavorare e all’opinione pubblica di potersi informare come indicano la nostra Carta costituzionale e le leggi. A giovarsi di tutto ciò saranno anche il sindaco e l’amministrazione comunale. Rapporti sereni e corretti, salvaguardando sempre lo spirito critico che è nel Dna della nostra professione, consentiranno al Comune di poter diffondere meglio il proprio operato e ai cittadini di partecipare. Senza questo corretto rapporto non potrà mai esistere una vera dialettica democratica”.