Buon compleanno Bud Spencer: bacheche irpine invase dagli auguri

Buon compleanno Bud Spencer: bacheche irpine invase dagli auguri

31 Ottobre 2015

Pasquale Manganiello – “Io distinguo due tipi di successo: quello che ho avuto nello sport e quello nel cinema. Il primo è mio e non me lo leva nessuno. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film.”

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, compie oggi 86 anni. Questa frase spiega benissimo la sua doppia vita: campione di nuoto fino agli inizi degli anni 60’ (fu protagonista di vari record italiani e dell’olimpiade di Roma nel 1960), poi artista del grande schermo che, nel 1999, viene eletto dalla popolare rivista americana Time “attore italiano più famoso nel mondo”. Al secondo posto di quella speciale classifica c’era Terence Hill, al secolo Massimo Girotti, con cui Spencer ha formato la coppia più longeva del cinema italiano e, forse, anche internazionale.

Il suo ingresso nel mondo del cinema fu subito caratterizzato da una diatriba. Nel 1967 Giuseppe Colizzi gli offre un ruolo in un film che lui accetta dopo qualche esitazione. Pedersoli racconta infatti di avere inizialmente rifiutato la parte a causa della una paga offerta di sole 1 milione di lire, di fronte alla sua richiesta di 2 milioni di lire dovuta alle quattro cambiali in scadenza. Anche il colloquio con il regista non era andato particolarmente bene: non si faceva ancora crescere la barba e non sapeva andare a cavallo. Nonostante questo il regista non riuscì a trovare nessuno con la sua struttura fisica, pertanto dopo qualche tempo lo richiamò e gli offrì la parte alle condizioni che Pedersoli aveva richiesto.

Sul set conosce il suo partner di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno meglio noto come Terence Hill. Il film Dio perdona… io no! è la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni.

Nel 1970 la coppia gira lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità…, per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato nel tempo un vero e proprio film cult,. L’anno seguente arriva la consacrazione definitiva con il sequel del film ...continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher, che riesce a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di star internazionali.

Spencer parla sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco. Inoltre considera il napoletano come la sua settima lingua. Però nei film è stato sempre doppiato salvo rare volte.
Tra le altre produzioni, che ancora oggi vengono riproposte in maniera continuativa sulle reti nazionale riscuotendo un ottimo successo, ci sono: la saga di Piedone, Due Superpiedi quasi piatti, Pari e dispari, Io sto con gli ippopotami, Banana Joe, Nati con la camicia, Non c’è due senza quattro, Bomber, Chi trova un amico trova un tesoro.

Bud Spencer è stato anche a Torella dei Lombardi, in provincia di Avellino, in una delle serate del Festival dedicato a Sergio Leone, passerella per tanti artisti che hanno reso grande lo Spaghetti Western nel mondo, artisti come Giuliano Gemma, Nino Benvenuti, Marcello Garofalo, Dario Argento, Franco Ferrini, Ennio Morricone, Terence Hill, Franco Nero, Gianni Garko.

Una rassegna, quella di Torella dei Lombardi, che nacque dalla volontà di tenere viva la memoria di un reinventore dell’arte cinematografica e nello stesso tempo di sfruttare l’occasione per riproporre il nuovo che quest’arte, ultimamente bistrattata in Italia, ancora regala al nostro paese. Da qui le dichiarazioni dell’attuale sindaco di Torella, Michele Mancuso, rese ad Irpinianews, in cui il primo cittadino spiega di voler riportare in auge quel festival.

Sono tanti gli auguri palesati sulle bacheche irpine di facebook per Bud Spencer, un genio del cinema che ha fatto ridere e divertire intere generazioni.

“Avrò visto i tuoi film almeno una centinaia di volte e non mi stanco mai. Auguri!” – scrive Claudio.

“Ho solo un motto: futtitenne! Grazie Bud, auguri!, le parole di Tatiana.
E ancora:

“86 anni e non sentirli, auguri mito del cinema!”

E’ difficile trovare un aggettivo per identificare cosa Bud Spencer e Terence Hill abbiano rappresentato per il cinema italiano. C’è che quando ascolti in tv la colonna sonora di “Lo chiamavano Trinità” (ripresa da Quentin Tarantino nel finale del suo “Django”) quello che pensi è: “ok, lo riguarderò per la 25esima volta ma questa è l’ultima”. Di fatto siamo cresciuti con i film di Bud Spencer e Terence Hill, due che possono essere definiti vere e proprie “facce da cinema”. Due personaggi diversi che hanno trovato una sintonia perfetta, personaggi agli antipodi che funzionavano: il furbo e l’intelligente, il forte ed il difensore dei deboli. E poi quelle infinite scazzottate che avevano come ultimo fine quello di regalarci un sorriso. Auguri Bud.


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