Compleanno amaro per la Stazione di Avellino, tra assenza di treni e politica

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Compleanno amaro per la stazione ferroviaria di Avellino, che oggi 31 marzo spegne 147 candeline. Ricorrenza che tuttavia ha il sapore dell’abbandono: a Borgo Ferrovia, infatti, sono spente anche le luci dei treni, visto che da tempo ormai non ne passano più. Il capoluogo irpino resta così l’unico della Campania privo di un servizio ferroviario attivo, mentre i lavori risultano ancora in corso senza indicazioni certe sui tempi di completamento.

Da qui la proposta del comitato “Stop all’isolamento: ridate il treno ad Avellino”, che ha promosso un incontro pubblico sul futuro della stazione cittadina presso Avellino Scalo Hub Enogastronomico, situato proprio nei locali della stazione. Un momento di confronto che, però, ha fatto registrare l’assenza di politica e istituzioni.

A sottolinearlo è stato il promotore Claudio Petrozzelli: “Le persone ci sono, come potete vedere, e la sala è piena. Mancano invece i rappresentanti politici, a dimostrazione di un forte menefreghismo, quantomeno da parte della politica locale. Noi li abbiamo interpellati con diversi strumenti e abbiamo inviato PEC, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. È chiaro: mi auguro che questo venga ricordato al momento delle prossime elezioni”.

All’iniziativa hanno preso parte alcune realtà associative tra cui la Cgil con la segretaria provinciale Italia D’Acierno e rappresentanti locali di Movimento 5 Stelle e Più Europa. Presente anche il numero uno dei costruttori irpini, Silvio Sarno, che come Ance ha rilanciato il progetto “Connecting Avellino”, tornando a porre l’accento sul tema della mobilità come snodo decisivo per il futuro della città.

“I temi della mobilità e della socialità e non solo quelli dell’edilizia devo essere portati avanti dai candidati, non solo dai vertici politici o dai partiti che li sostengono – ha dichiarato Sarno – È solo attraverso la progettualità che possiamo comprendere se le nostre proposte restano provocatorie – benché accolte, come dimostrano le sale piene quando se ne parla – oppure se possono entrare concretamente nel dibattito pubblico e politico, trovando quindi uno sbocco reale”.

A chi gli chiede se questo tema possa essere portato avanti in prima persona dal presidente di Ance Avellino, considerando che si è parlato di lui come possibile candidato sindaco, Sarno ha risposto: “il punto non è questo, e l’ho detto in maniera abbastanza chiara. La verità è che temo che, quando si propongono idee concrete e la gente le coglie, allora si va davvero nella direzione giusta. E c’è chi dice: “Bene, c’è chi può interpretare”. Se c’è da fare io lo faccio, ma il punto non è fare il sindaco o il parlamentare, ma mettere al centro del dibattito le questioni della gente: le questioni urbanistiche, questa questione della ferrovia che secondo me è diventata preminente, e far sì che possano trovare uno sbocco concreto. Non vedo però politici presenti questa sera, né quei partiti di cui parlavamo. Bisognerebbe portarli al tavolo e capire quali sono le loro idee, perché tutti noi viviamo qui e abbiamo bisogno di risposte e non possiamo darcele da soli, altrimenti scivoliamo nella retorica fine a sé stessa”.