Come usare Internet in sicurezza da casa propria

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L’avvento di Internet ha cambiato la quotidianità di ognuno di noi e al giorno d’oggi praticamente tutti utilizzano la rete: nel 2022 ci sono stati circa 5 miliardi di utenti su Internet. Un numero impressionante, ma che ben definisce la nostra società sempre più digitale e tecnologica, dove praticamente tutto può avvenire online e dove i dispositivi tecnologici impiegano sempre meno tempo a prendere piede fra la popolazione.

Basti pensare agli smartphone, un tempo un dispositivo di nicchia, oggi solo in Italia esistono 80 milioni di smartphone in circolazione (quindi abbiamo più di uno smartphone a persona). Così come ci ritroviamo a usare fra le mura di casa nostra molti altri dispositivi tecnologici sempre più smart e connessi alla rete.

Tanti i vantaggi del web, ma anche molti i pericoli della rete che sono sempre dietro l’angolo, dalle truffe che avvengono su Internet fino ai problemi di sicurezza e privacy dei nostri dati. Se nel primo caso spesso serve usare molto il buonsenso, nel secondo caso ci sono una serie di consigli specifici da poter mettere in pratica per proteggere i propri dati e rendere anche più sicura la propria casa.

Proteggere la rete wi-fi e il proprio router 

Alzi la mano chi non usa Internet dal proprio smartphone o computer. Ponendo una domanda del genere, probabilmente non vedremmo mai una mano alzata considerato il ruolo cruciale di Internet nella nostra quotidianità. In media viene stimato che un utente passa circa 7 ore al giorno su Internet per vari motivi (per lavorare, cercare informazioni, giocare, usare i social, fare acquisti online e così via).

Se conosciamo bene quali sono i pericoli della rete quando navighiamo su Internet, spesso invece non consideriamo i pericoli della nostra connessione. D’altronde, per accedere alla rete abbiamo bisogno di una connessione dati dal nostro smartphone oppure di una connessione Wi-Fi. E la maggior parte dei problemi spunta fuori proprio quando usiamo le reti Wi-Fi.

Se abbiamo una connessione domestica, dobbiamo sempre cambiare il nome della nostra rete e ovviamente anche la password automatica presente nel router (la cosa migliore sarebbe poi aggiornarla di anno in anno cambiandola). Se invece ci connettiamo a una rete Wi-Fi fuori casa o quando siamo in viaggio, dobbiamo fare ancora più attenzione.

Le reti disponibili fuori casa potrebbero avere un grado di sicurezza inferiore o addirittura non avere una password per accedere. Inoltre, esiste sempre il rischio di collegarsi a reti Wi-Fi “esche”, che vengono gestiti da hacker e posizionate vicino a hotel, stazioni e aeroporti, bar o altri luoghi pubblici. In tutti questi casi, usare una rete VPN può sicuramente aiutare, anche se consigliamo sempre di evitare di fare acquisti o accedere all’home banking quando si usano reti Wi-Fi esterne.

Configurare le impostazioni per la privacy sugli account familiari

Quando si tratta di proteggere la nostra privacy, spesso e volentieri sottovalutiamo molte delle nostre azioni quotidiane. Ci sono persone più attente a temi del genere, che però richiedono un livello di competenze digitali più alto della media, un concetto legato a quello di età digitale. Esistono molti test per calcolare l’età digitale, ma le competenze rappresentano un insieme di abilità ed esperienze che definiscono come una persona si approccia e usa la rete (ma anche tutti i servizi legati a Internet e ai computer o smartphone).

Proprio quando si parla di privacy, molte persone tendono a creare account senza mai leggere termini e condizioni (complice il fatto che sono lunghe liste scritte spesso in modo complesso). Nonostante ciò, esistono comunque dei modi per proteggere la propria privacy senza dover perdere ogni volta ore e ore a leggere i termini e condizioni di ogni servizio a cui ci registriamo.

Specialmente se si tratta di account creati per tutta la famiglia, dove più persone possono accedere, è bene accertarsi di impostare il tutto correttamente. In caso di figli piccoli, molto spesso troverete impostazioni per limitare l’accesso a determinati contenuti, così come la possibilità di inserire un timer per l’utilizzo oppure altre funzioni per sapere come viene usato l’account in vostra assenza (nella maggior parte dei casi dovrete creare un profilo ad hoc all’interno del vostro account per utenti minorenni).

Oltre a ciò, potete sempre seguire questa serie di consigli:

  • Prima di accettare termini e condizioni, controllate se ci sono caselle da spuntare: qui spesso viene chiesto il permesso a usare i vostri dati per fini commerciali e pubblicitari (caselle che potete non spuntare, ovviamente)
  • Dopo aver creato un account, accedete alle impostazioni per la privacy per impostare ciò che preferite (per esempio, eliminare l’iscrizione alla newsletter)
  • In caso di account sui social, potrete decidere chi può vedere i vostri contenuti pubblicati
  • In account come Google, Youtube, ma anche molti altri servizi e app, potete decidere se attivare il tracking delle vostre attività a fine pubblicitari o disattivarlo

Fate sempre attenzione ai dispositivi smart

Nelle nostre case ormai sono sempre più presenti dispositivi smart: dal frigorifero fino al condizionatore d’aria, dalle smart TV fino alle lampadine o ai robot per la pulizia dei pavimenti. Più va avanti la tecnologia, maggiore è il numero di dispositivi connessi alla rete che vengono venduti e comprati per poi inserirli dentro casa.

Ma se tutto viene connesso alla rete, ovviamente si rischia di creare tante altre porte di accesso a potenziali hacker: altri canali dove far installare del malware o da usare come porte di ingresso per accedere poi all’intera rete wi-fi domestica. Bisogna quindi sempre controllare le impostazioni di sicurezza e privacy di questi dispositivi, se sono presenti (anche se spesso sono gestibili scaricando l’apposita applicazione del dispositivo sul proprio smartphone).

Particolare attenzione si deve porre ai problemi di privacy con gli smart assistant, ovvero gli assistenti vocali. Ormai esistono sempre più dispositivi che possono essere usati semplicemente con la voce, dai nostri smartphone fino a dispositivi come Amazon Echo e Google Home. A meno che non si tratti di un’attivazione manuale, come per esempio un telecomando di un decoder dove bisogna premere un tasto e poi dichiarare a voce il nome di un film da trovare, tutti gli altri assistenti vocali sono sempre in ascolto.

Si tratta del “passive listening”, ovvero di un ascolto passivo che diventa attivo solo quando nominiamo il nome dell’assistente per attivarlo (e fare poi una richiesta o domanda). Rimanendo quindi sempre in ascolto, gli assistenti vocali possono immagazzinare una quantità enorme di dati personali e sulle proprie abitudini di vita. Controllate sempre le impostazioni sulla privacy di questi assistenti, modificandole a vostro favore, ed eliminate regolarmente la cronologia di ascolto.