Ad Avellino,colloqui gratuiti per donne fragili e con disagio psicologico

Ad Avellino,colloqui gratuiti per donne fragili e con disagio psicologico

24 Settembre 2015

Nasce ad Avellino uno spazio d’ascolto per le donne in difficoltà con colloqui gratuiti per le donne in difficoltà e con un basso livello di autostima.

Due iniziative nel segno del benessere psicologico femminile sono in partenza per la dott. Marianna Patricelli, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo relazionale, che porta ad Avellino l’esperienza maturata presso una casa d’accoglienza per donne maltrattate.

Il prossimo 3 ottobre, dalle ore 18 alle 20, presso l’Associazione Culturale JayAnanda Yoga in via Circumvallazione 108 ad Avellino, la dott.ssa Marianna Patricelli, psicologa e psicoterapeuta ad orientamento sistemico-relazionale, presenterà il seminario gratuito dal titolo “Dialoghi al femminile”. Questa però non è la sola iniziativa che la dott. Patricelli sta mettendo in campo a favore delle donne, la collaborazione con la casa di accoglienza per donne maltrattate “Fiori nel Deserto” di Pompei le ha dato lo spunto per attivare, dal 23 settembre, presso L’Associazione di Promozione Sociale LI.RI.GI’ di Avellino: life smiles, il Centro d’Ascolto “Parola di donna”, accessibile tutti i mercoledì dalle 17,30 alle 19, previo appuntamento telefonico al numero dell’Associazione 0825 460655 o al 339 3157865.

Dott. Patricelli, come nasce l’idea del punto d’ascolto per donne “Parola di donna”? A quali esigenze risponde?

“Nell’ambito delle politiche di contrasto alla violenza di genere, nate in seguito alla Legge Regionale n. 2 dell’11 febbraio 2011, sono stati stanziati dei fondi per realizzare e potenziare i Centri antiviolenza e per garantire la presenza di un Centro antiviolenza in ogni ambito territoriale della Campania. Ma, come spesso succede, i tempi sono molto lenti e non sempre risulta semplice sveltire gli iter burocratici del caso per rendere attivi e funzionali i suddetti centri. Per cui ho pensato di creare questo spazio d’ascolto, offrendo consulenze  gratuite per le donne in difficoltà, sulla falsariga dei centri antiviolenza, immaginandolo in un “formato” più soft, appunto come una sorta di sportello di orientamento, di accoglienza e di consulenza psicologica per qualsiasi tipo di disagio, non legato necessariamente alla violenza di genere (che comprende la violenza sessuale, le forme di persecuzione fisica, psicologica ed economica che un uomo potrebbe esercitare su una donna nell’ambito familiare o lavorativo)”.

A chi potrebbe interessare il servizio da lei offerto?

A tutte le donne che avvertono un malessere a livello psicologico o che si sentono disorientate di fronte ad una difficoltà, seppur momentanea, legata ai rapporti con la famiglia o alle relazioni in generale, donne che si percepiscono “sole” e che hanno solo bisogno di essere “accolte” e, soprattutto, ascoltate. Talvolta basta semplicemente una chiacchierate con una persona “esperta” per chiarirsi le idee e riprendere in mano la propria vita con entusiasmo. Chiaramente, nei casi più complessi ed estremi, potrebbe essere opportuno un aiuto più specifico da richiedere in un ambito diverso: in tal caso verranno fornite le informazioni adeguate. A questo proposito mi preme segnalare la presenza sul territorio della Casa di Accoglienza per Donne Maltrattate “Fiori nel deserto”, situata a Pompei, dove svolgo servizio di consulenza psicologica”.

Quali sono oggi le maggiori criticità che le donne devono affrontare nella loro vita?

Sono tuttora diverse e legate ancora agli stereotipi di genere, nonostante la “presunta” emancipazione femminile e il raggiungimento di una serie di faticosi traguardi. Le possibilità con cui la donna possa occupare negli spazi sociali un ruolo di visibilità sono ancora deficitarie per  la mancanza di sostegno da parte del sociale stesso. Nella realizzazione professionale non sono sostenute adeguatamente, perché  ancora relegate a funzioni per lo più legate alla cura familiare (allevare figli, occuparsi dei congiunti anziani, ecc.) e non è raro assistere a colloqui di lavoro da cui si viene tagliate fuori se si è prossime al matrimonio o alla perdita del lavoro se si decide di avere un figlio. Se non si viene supportate dall’esterno si ha più difficoltà a riconoscere il potere di esprimersi e di realizzarsi anche nella dimensione privata”.

Quali sono le tematiche più sentite nelle diverse fasce di età?

Nella mia pratica clinica riscontro soprattutto problematiche relative alla dipendenza affettiva e alla scarsa consapevolezza del potere femminile, collegati ad un basso livello di autostima che comporta l’espressione di una fragilità tale da compromettere le relazioni affettive in generale e sentimentali in particolare”.

Spesso si dice che le donne siano più inclini all’introspezione e all’analisi e più avvezze a sostenersi tra loro, è vero anche in questi tempi frenetici e di crisi?

Decisamente è così tutt’oggi, nonostante i tempi incentivino la competizione e l’attaccamento alle apparenze ed all’immagine, alla fruibilità di rapporti “mordi e fuggi”. La solidarietà femminile ha radici antichissime, è un valore aggiunto che appartiene esclusivamente al mondo delle donne ed è una risorsa a cui si può ricorrere a qualsiasi fascia d’età: in adolescenza, nell’età giovanile ed adulta, fino all’età della maturità, risulta ancora semplice avere un gruppo di riferimento al “femminile”, tranne nei casi di “isolamento” forzato, dovuto a cause particolari (non legati alla crisi e ai tempi frenetici) che impediscono l’instaurarsi di legami di questo tipo”.

Qual è il ruolo del terapeuta in un’esperienza di consulenza come potrebbe essere questa?

“Lo psicoterapeuta può  accogliere la donna che fa richiesta di aiuto ed attenersi ad un’attività di consulenza, cioè di orientamento senza approfondire le dinamiche interne. Si tratta, quindi, di esplorare la possibilità di ricorrere alle risorse della persona senza “scomodare” i livelli profondi della personalità. E’ come se si dovesse “risvegliare” la persona in difficoltà ricordandole che può contare sulle proprie capacità e competenze relazionali, facendo leva sui processi di consapevolezza. A volte basta solo “chiarire” all’altro la posizione in cui si trova ed incentivarlo a ritrovare la propria strada”.

Come mai la scelta di collocare il punto d’ascolto “Parola di donna” presso il Centro LI.RI.GI’: life smiles?

L’Associazione di Promozione Sociale  “LI.RI.Gì: life smiles” ,  è un centro di servizi alla persona, che offre appunto una serie di servizi finalizzati al totale benessere psicofisico dell’individuo, considerato il fulcro di ogni interesse ed attività. Infatti, oltre  alle visite mediche specialistiche, alle terapie riabilitative, ai servizi infermieristici, alle consulenze psicologiche, alla psicoterapia, sono presenti anche attività nel settore scolastico, dal doposcuola per ragazzi  e corsi di lingue straniere sia per adulti che per bambini. Da poco più di due anni è attivo il “Percorso-donna”, completamente gratuito e mirato alla prevenzione di tutte quelle patologie che frequentemente colpiscono le donne di ogni età. Nell’ambito di questo progetto, sono state effettuate visite ginecologiche e senologiche e seminari informativi. A proposito di  sintonia “tra donne”, con la dott.ssa Luigina Cirelli, presidente del Centro, è nata una bella sinergia che ci ha consentito di creare delle opportunità per tutte coloro che avvertono l ‘esigenza di essere sostenute al fine del raggiungimento del benessere sia fisico che psichico”.

Il servizio di consulenza si svolgerà presso l’ ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE LI.RI.GI’: life smiles – CENTRO DI SERVIZI ALLA PERSONA, situato in Via Pellegrino Pellecchia n. 5 ad Avellino (alle spalle della Casa di cura “il Roseto”) a partire dal 23/09/2015 fino al 23/12/2015, tutti i mercoledì, dalle ore 17.30 alle ore 19.00 (previo appuntamento) e prevede un massimo di tre colloqui gratuiti ed individuali a persona. Per cui è obbligatorio prenotarsi almeno con due giorni di anticipo per il mercoledì dell’eventuale appuntamento, telefonando al numero 3393157865.

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