Cocaina nella cassetta della posta: condannato a quattro mesi

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AVELLINO- Cocaina nella cassetta delle lettere, rimedia una condanna lieve un trentenne di Quattrograna. Si è chiuso con il riconoscimento delle attenuanti generiche, della particolare tenuità del fatto e con il minimo della pena, il processo al presunto pusher scoperto nel 2020 da una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine Campania nel corso di un controllo, avendolo notato nell’androne di un palazzo con un tavolino. Lo stesso, come ha confermato chiarendo però che era stato preso dal panico, nel corso del controllo si era dileguato.

La Polizia, considerato che il giovane aveva fissato la zona dove si trovavano le cassette della posta, aveva deciso di controllarle, rinvenendo dieci “palline” di cocaina. Per gli inquirenti la prova dello spaccio. La Procura aveva chiesto, al termine della requisitoria, una condanna ad un anno e otto mesi, riconoscendo il V comma (lievita’ della condotta).

Per il difensore, l’avvocato Gerardo Santamaria, non ci sarebbe stata alcuna prova dello spaccio. A partire dall’assenza di tracce che lo facessero contestare o presumere (materiale per il taglio, bilancino, involucri) e soprattutto per l’assenza di precedenti specifici.

La sola circostanza della fuga e il fatto, documentato con foto, che la cassetta della posta fosse in realtà danneggiata e non si poteva chiudere, avrebbe statuito la non responsabilità del suo assistito. Alla fine il giudice monocratico ha emesso una condanna riconoscendo la detenzione illegale della sostanza stupefacente e tutte le attenuanti per il giovane con il minimo edittale. Ora si attendono le motivazioni.