Clan Sangermano, il gotha del gruppo resta in carcere: libero Mercogliano

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Il gotha del clan Sangermano, disarticolato da un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (il pm Luigi D’Alessio) e condotta tra il 2016 e il 2019 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e dalla Dia di Napoli lo scorso 4 novembre resta in carcere.

La fase della discussione delle istanze di annullamento davanti ai magistrati dell’Ottava Sezione del Tribunale del Riesame si è chiusa con l’annullamento della misura cautelare nei confronti di Francesco Mercogliano, difeso dal penalista Raffaele Bizzarro. Per lui annullata la misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Napoli Fabrizio Finamore. Rigettata invece, con l’esclusione di alcuni capi di accusa la richiesta da parte dei presunti vertici del clan.

Agostino e Nicola  Sangermano restano in carcere. Per loro cadute alcune accuse di estorsione e usura. Insieme a loro restano in carcere, come deciso nei giorni scorsi dai magistrati del Tribunale della Libertà anche altri presunti elementi di primo piano del gruppo. A partire da Paolo Nappi e Luigi Vitale, presunti braccio destro di Sangermano. Così come lo stesso cognato del presunto capoclan Salvatore Sepe (scarcerato il fratello Luigi Sepe). In carcere confermata la misura anche per Onofrio Sepe. Ora si attende che i giudici del Tribunale della Liberta’ depositino le motivazioni per eventuali impugnazioni.