Clan Partenio, scattano altre due scarcerazioni: liberi Galluccio e Chiauzzi

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Hanno lasciato i penitenziari dove erano detenuti dall’ottobre del 2019 altri due condannati per la partecipazione al Nuovo Clan Partenio. I giudici della Sesta Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli (che avevano irrogato la condanna di secondo grado nei loro confronti a 9 e 10 anni) hanno accolto l’istanza di perdita di efficacia della misura cautelare per Chiauzzi e Galluccio, presentata dal difensore dei due imputati, l’avvocato Domenico Dello Iacono del foro di Napoli. Anche per i due esponenti del clan guidato dai fratelli Galdieri (che si ricorda sono in attesa di processo di secondo grado dopo la sentenza del luglio scorso del Tribunale di Avellino) e’ stata accolta la questione relativa a quanto previsto dall’art. 300 comma 4 c.p.p. (Codice di Procedura Penale) a mente del quale la custodia cautelare perde efficacia quando è pronunciata sentenza di condanna, ancorché sottoposta a impugnazione, se la durata della custodia già subita non è inferiore all’entità dela pena irrogata. Entrambi infatti avevano scelto l’abbreviato e la condanna nei loro confronti scelta come più grave e meno grave era stata quella per estorsione, per cui però il Gip del Tribunale di Napoli Fabrizio Finamore non aveva emesso la misura, relativa invece all’associazione a delinquere (per cui la condanna in continuazione era ad un anno).

Con quella di Chiauzzi e Galluccio salgono a quattro gli scarcerati in meno di una settimana a causa dell’istanza di perdita efficacia della misura cautelare presentata per Angelo Genito dal penalista Gaetano Aufiero e accolta dai giudici del Tribunale Penale di Avellino ed estesaa anche alla posizione di Diego Bocciero, difeso dal penalista Raffaele Bizzarro. Tutti e quattro collegati ad uno dei reati diventato il core business del gruppo smantellato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, quello dell’usura. Per quanto concerne Galluccio e Chiauzzi, che avevano scelto l’abbreviato, si attende tra l’altro che dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione (per rideterminare la pena) ottenuto dalla difesa davanti ai giudici della Suprema Corte, ci sia il nuovo processo di Appello, quello che seguiranno a piede libero.