Città, De Lorenzo: “Con noi, la nuova cultura di centro”

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Avellino – “Saremo vigili e incalzanti. Severi e responsabili nel rispetto dell’attività politico-amministrativa. Determinati a rilanciare la centralità del Consiglio comunale”. In due parole… “un’opposizione stimolante”. In attesa delle ‘pubbliche ammissioni’ da parte del sindaco sul caso Micera, Pino De Lorenzo consigliere del Campanile a Piazza del Popolo ‘detta’ le regole per il Galasso bis. A sentire l’esponente del Campanile restano da sciogliere nodi strutturali che daranno ancora filo da torcere alla nuova coppia Ds-Margherita. “Una maggioranza risicata – afferma – continuamente a rischio e che non avrà vita facile in Consiglio”. In agenda questioni impellenti che necessiterebbero ulteriori approfondimenti e obiettivi condivisi: tunnel, Puc, lsu. “Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà rispetto alla realizzazione del sottopasso. Un’opera inutile che bloccherà la città per dieci anni. Bisognerebbe analizzare il progetto sotto tutti i punti di vista, promuovere una valutazione di impatto ambientale e sollecitare rilievi tecnici che diano conferme o smentite ai tanti interrogativi posti. Sarà davvero una valvola di sfogo al traffico? Si riuscirà veramente a pedonalizzare Piazza Libertà, punto di snodo nevralgico della circolazione in città?”. E ancora: i lavoratori socialmente utili. “L’amministrazione di Avellino intende precorrere i tempi a dispetto delle linee nazionali. Il problema della stabilizzazione resta tale solo in Irpinia: bisognerebbe chiedersi il perché”. Opere pubbliche. “Evitiamo di ripetere gli errori del passato. Il Mercatone è l’emblema del fallimento. Come pure la Bonatti, ma il rischio è quello di inghiottire in questo vortice fallimentare anche il Teatro Gesualdo. Attendiamo in Consiglio la discussione sul Puc: chiediamo chiarezza e trasparenza, oltre che un dibattito aperto alla comunità”. Sul piano generale, la crisi a Palazzo di Città rispecchierebbe, secondo De Lorenzo, l’impasse politica ispirata dalle nuove imbastiture nazionali. “Ci sono forti cambiamenti in atto che fanno capo a valori che incarnano il Pse. Alla luce di questo nuovo scenario politico e in vista della nuova legge elettorale, non può non determinarsi un certo fermento. I partiti cosiddetti ‘minori’ saranno penalizzati, mentre potrebbe rafforzarsi una cultura di centro che abbraccerebbe la tradizione moderata e democratico-cristiana. Sono saltati insomma gli schemi basici e si avverte una voglia di cambiamento che potrebbe determinare idee nuove anche nel ‘gommato’ panorama politico irpino”. E all’interno dei nuovi fermenti ideologici, si inserisce il congresso cittadino dell’Udeur che sarà celebrato a conclusione del voto amministrativo di maggio. “Un’occasione importante – conclude l’esponente del Campanile – che darà slancio alla proposta politica dell’Udeur e del partito in città”. (di Marianna Morante)

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