Città al voto, Ciampi: “Il campo largo è il progetto, ma non è un obbligo”

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«Il progetto politico, anche a livello nazionale, è quello del fronte progressista, del campo che abbiamo messo in opera in Regione Campania, ma non è un obbligo. Nel senso che questo progetto nazionale va calato nelle realtà territoriali e, dove ci sono i presupposti, può prendere forma anche a livello amministrativo. Quello è il perimetro, quella è l’idea, ma devono esserci le condizioni, innanzitutto un rapporto di rispetto tra le forze politiche. Un’alleanza non può basarsi su rapporti muscolari o su meri rapporti di forza, ma deve essere una coalizione capace di sviluppare un progetto di città, una visione di città».

Sono le parole dell’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi, intervenuto nel pomeriggio al dibattito “Europa e Territori – Incontro di ascolto e confronto”, che si è svolto presso il Circolo della Stampa di Avellino.

All’iniziativa hanno preso parte, in qualità di relatori: Sara Spiniello (rappresentante del Gruppo Territoriale M5S Avellino), Danilo Della Valle (europarlamentare M5S), Antonio Spiniello (sindaco di Grottolella), Giovanna Perna (presidente dell’associazione Il Lampione della Cantanata), Pasquale Luca Nacca (presidente dell’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia), Alfredo Riccio (rappresentante degli interessi animalisti a Montecitorio), Giulio De Angelis (vicepresidente nazionale Federcomadest), Pietro Caterini (dirigente scolastico), Virgilio Caivano (coordinamento nazionale Piccoli Comuni Italiani), Antonio Dello Iaco (vicepresidente Legambiente Avellino) e Teobaldo Acone (ambasciatore Città del Vino).

Tornando a parlare della città, Ciampi si è detto «completamente d’accordo» con quanto affermato dall’onorevole Maurizio Petracca sulle colonne de Il Mattino. «Quando dice “non mi impiccherei al campo largo”, sono perfettamente d’accordo per un motivo molto semplice: Avellino vive una situazione drammatica sotto diversi aspetti. Ci sono difficoltà economico-finanziarie, un Comune sull’orlo del dissesto, inchieste giudiziarie in corso. Forse è necessario andare oltre gli steccati ideologici e costruire una coalizione che vada oltre i partiti, capace di mettere in campo una visione per la città e di unire le migliori energie del territorio. Solo così, a mio avviso, può esserci una rinascita».

Ciampi ha poi richiamato un paragone storico: «In altre occasioni ho detto che Avellino sta vivendo una fase simile a quella della Costituente del secondo dopoguerra, quando persone della sinistra, del centro e di diverse estrazioni culturali e ideologiche seppero stare insieme, trovando la capacità di creare sviluppo e di imprimere una svolta».

Infine, alla domanda se dopo una possibile candidatura di Roberto Fico alla guida della Regione Campania possa esserci anche un sindaco del Movimento 5 Stelle ad Avellino, Ciampi ha risposto: «Penso che sia estremamente prematuro parlare di nomi, quando non si sa ancora quale progetto si voglia costruire, quali visioni condividere e chi siano gli interlocutori disponibili a sedersi a un tavolo per dar vita a questo tipo di coalizione».