Cisl denuncia collasso della Sanità privata: “A rischio lavoratori”

11 Ottobre 2013

Ancora una volta il conflitto che si è innescato tra il Sistema Sanitario Privato accreditato e la Regione Campania finisce per colpire le fasce più deboli della popolazione: bambini, anziani, diversamente abili, interi nuclei familiari già con forti disagi economici e sociali.
Con il superamento del limite dei tetti di spesa, tutte le strutture riabilitative, i laboratori di analisi, etc. hanno comunicato la sospensione del servizio, con grave nocumenti per gli utenti che sono costretti a pagare direttamente e per intero le prestazioni erogate, laddove l’assistenza non sia stata addirittura interrotta.
La CISL da tempo sta sollecitando la necessaria verifica sulla situazione della Sanità Privata accreditata, in particolare in relazione alle risorse assegnate (tetti di spesa), ai requisiti di accreditamento, alle tipologie ed alla qualità delle prestazioni erogate. “Ma spiace constatare che ad oggi nulla di tutto ciò è avvenuto – dichiara il Segretario Generale Regionale CISL FP Campania Rino Brignola – Inoltre la Regione Campania con D.G.R. n. 86 del 24/07/2013 ha vietato l ’osmosi tra le diverse branche della riabilitazione (ex artt. 26 -salute mentale e 44 socio sanitario RSA). Tale pratica, se in passato permetteva ad ogni struttura riabilitativa di poter compensare l’eventuale superamento del limite di spesa di una branca mediante l’utilizzo dei fondi stanziati per altre, oggi ha determinato un precoce raggiungimento dei tetti di spesa, con l’inevitabile ricorso alla sospensione dell’erogazione delle prestazioni.
“La CISL – aggiunge – perciò ha richiesto un incontro urgente con la Struttura Commissariale, al fine di individuare tutte le possibili soluzioni utili a ripristinare immediatamente la regolarità del servizio ed evitare l’esplosione nei prossimi giorni di forme di protesta da parte dell’utenza e degli stessi lavoratori del settore difficilmente controllabili. Per quanto attiene le criticità registratesi sul territorio irpino, alcune strutture hanno già comunicato di aver esaurito il tetto massimo delle prestazioni eseguibili in convenzione per cui, per i prossimi mesi di novembre e dicembre, si potrebbe aprire un serio contenzioso per il pagamento degli stipendi ai lavoratori nonché per i servizi da offrire ai cittadini che sono in attesa di cura da mesi. Seppur più volte annunciata dovremo constatare che la crisi che investe la sanità in Campania sta colpendo il pubblico ed il privato in maniera diretta e tale da paralizzare ogni ipotesi di riorganizzazione dei servizi e di risposta ai bisogni della gente.
La Regione Campania dovrà giustificare perché si preferisce spendere milioni di euro per la mobilità passiva e non riconvertire tali risorse ampliando i tetti di spesa e consentendo alle strutture irpine e campane di poter soddisfare l’utenza del territorio evitando disagi alle famiglie di ricercare cura in altre regioni – conclude il Segretario Generale CISL FP IrpiniaSannio Doriana Buonavita”


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