Cinquecento euro per le spedizioni punitive. Al gruppo criminale tante richieste dai cittadini

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Cinquecento euro. Questo era il costo, richiamato in numerose intercettazioni captate dai Carabinieri, delle spedizioni punitive e dei pestaggi compiuti dalla banda dei picchiatori sgominati all’alba dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Baiano. I sei indagati raggiunti dalla misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone rispondono anche del reato di associazione a delinquere. Quello contestato a Yuri Perrino e Marco Frasca (custodia cautelare in carcere) come promotori e Sperduto Sebastiano (custodia cautelare in carcere) , Di Gaeta Maurizio (arresti domiciliari), Guarnieri Roberto e Festa Giovanni (obbligo di dimora) come partecipi. La fama criminale raggiunta grazie l’eco delle loro azioni, dei componenti del sodalizio criminale è indicativo come ha scritto lo stesso magistrato “della circostanza di come gli stessi siano divenuti una sorta di punto di riferimento per i comuni cittadini che intendevano soddisfare per le vie brevi dei loro pretese economiche senza ricorrere alle ordinare vie legali: tale obiettivo non si sarebbe certo potuto conseguire se non attraverso il susseguirsi ininterrotto nel tempo degli episodi delittuosi ed il costante perseguimento del programma delinquenziale”.

Un gruppo criminale collaudato al quale poter ricorrere ogni qualvolta gli fosse bisogno di tenere per le vie brevi l’adempimento dei debitori morosi o il regolamento di qualche conto sospeso. E ci sono anche telefonate intercettate dai Carabinieri di Baiano che dimostrano come il gruppo perseguisse la necessita’ di dimostrare la propria presenza. Dobbiamo “farci vedere” e ” mettere paura”. Emblematico il caso di una spedizione punitiva ordinata in un locale di Tufo ai danni di un ventunenne di Volturara Irpina, che era stato picchiato dagli addetti alla security il primo agosto 2020 nel corso di una festa a tema. La vittima non aveva neanche sporto denuncia. Non bastava la semplice “punizione” con il pestaggio, ma dovevano anche dimostrare la loro forza : “Per fargli capire, hai capito? Perche’ dopo ci dobbiamo andare a prendere una cosa… tutti e quattro, al bar del loro paese. Come feci io, hai capito? Prima li pestai e poi andai di nuovo, come si deve, con la macchina piena ed andai a prendere il caffe’ al loro bar”.