Fabio Castagno, ex candidato e prossimo candidato alle amministrative di Calabritto, ha effettuato un sopralluogo al Cimitero comunale, raccogliendo immagini che mostrano una situazione che definisce “indegna di una comunità che pretende di avere rispetto della propria storia: erba alta e diffusa, calcinacci, aree invase dalla vegetazione” e condizioni generali che, secondo quanto denunciato, meritano un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale.
«Dietro quelle lapidi – afferma Castagno – non ci sono semplicemente tombe. Ci sono cittadini di Calabritto, persone che hanno vissuto, lavorato, costruito famiglie e contribuito alla storia del nostro paese. Oggi non possono più parlare, ma questo non significa che debbano essere dimenticati».
Castagno chiama direttamente in causa il sindaco Gelsomino Centanni, il vicesindaco Antonio Moretto, l’assessore Lucio Viscido e tutti i consiglieri di maggioranza, compreso Angelo Cianciulli (intervenuto ieri alla Festa dell’Unità di Avellino parlando di territorio, partecipazione, comunità), chiedendo un intervento concreto e immediato: «Parlare di territorio sui palchi è facile – sostiene Castagno – amministrarlo significa anche occuparsi dei luoghi meno visibili, quelli che non portano applausi e fotografie. Il cimitero dovrebbe essere uno dei luoghi più rispettati di una comunità. Vederlo in queste condizioni è un’immagine che dovrebbe far riflettere tutti».
Castagno annuncia che, qualora la situazione non venga affrontata e il necessario decoro non venga ripristinato, è pronto ad attivare ulteriori interlocuzioni istituzionali, arrivando interessare perfino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché venga portata all’attenzione delle istituzioni una situazione che, secondo il denunciante, riguarda il rispetto dovuto ai cittadini e alla memoria della comunità calabrittana.
«Non è una minaccia e non è una provocazione – precisa Castagno – è una scelta di tutela istituzionale. Se chi amministra non riterrà necessario intervenire, continuerò a rivolgermi alle istituzioni competenti. Perché il rispetto dei morti non dovrebbe avere colore politico».
«Chi non rispetta i morti rischia di non rispettare nemmeno i vivi» – conclude.

