Cervinara – Pdl: tutti contro Clemente

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Cervinara – “Prendo atto, ancora una volta, della disorganizzazione che regna all’interno del PdL Avellinese: Giulia Cosenza, Onorevole e Coordinatrice di Alleanza Nazionale, non sa che sin da ieri ho, con comunicato stampa dichiarato di “andare via” da un Partito che non c’é. Il consiglio, gratuito, è di iniziare una riorganizzazione a partire da un nuovo Addetto Stampa. Il presente comunicato è sempre anche indirizzato ai vertici nazionali del PdL per renderli edotti della situazione avellinese”. Poche righe, a firma di Sergio Clemente, per innescare una miccia.
E risponde per le rime l’ufficio stampa dell’on Cosenza che legge con “rammarico ed incredulità” la nota dell’avvocato Clemente. “Essendo politico di lungo corso (candidato sconfitto già nella scorsa tornata elettorale a Cervinara), dovrebbe sapere che le dimissioni non si inviano agli organi di stampa, ma agli organi di partito, provinciali, regionali e nazionali. Nonostante l’impegno e il grande lavoro di questi giorni presso la sede del PdL, siamo certi che nessun atto ufficiale è giunto presso le strutture di partito. Ricordiamo all’avvocato Clemente, inoltre, in questi casi non ci si deve sospendere dal partito come ha erroneamente sostenuto nella nota diffusa alla stampa, ma ci si dimette ed in ogni caso il partito di origine ha il diritto – dovere di espellere chi tradisce l’appartenenza candidandosi in una formazione contrapposta. Ed è singolare che un soggetto che ha conteso fino all’ultimo giorno la candidatura a sindaco nel Pdl pensi di vantare dei titoli per esprimere giudizi sull’organizzazione del partito che intanto ha già informato i vertici nazionali di quanto avvenuto indegnamente a Cervinara. Se non fosse la tragicomica rappresentazione del trasformismo, potrebbe addirittura suscitare sorriso l’ingenuo candore e lo strenuo esercizio con cui Clemente cerca di mascherare la sua profonda incoerenza politica. Le sue scelte sono dettate ovviamente da esigenze opportunistiche che mortificano chi crede nei valori di un partito. In ultimo, guardando allo schieramento di cui è entrato a far parte, si suggerisce a Clemente di seguire il saggio consiglio di Checov: Una volta nel gregge è inutile abbaiare, scodinzola!”.
Come se non bastasse la risposta pungente del coordinatore regionale, il coordinatore di Cervinara Antonio Casale rincara la dose chiarendo che “non si capisce a quale scelta verticistica faccia riferimento Sergio Clemente che l’ha spinto a passare col centrosinistra. La verità sta nella sua sete di protagonismo ad ogni costo, dimenticando la bocciatura dell’elettorato cervinarese alle elezioni comunali del 2005. I vertici del Pdl si sono adoperati affinché il partito si presentasse unito alle elezioni amministrative con l’individuazione di un candidato sindaco condiviso. Impegno sancito nelle recenti manifestazioni che i vertici provinciali e regionali hanno tenuto a Cervinara. Abbiamo invece dovuto registrare il senso di responsabilità di Ragucci che pur di trovare una sintesi ha fatto un passo indietro dando la possibilità al Partito di individuare nella figura del dott. Bizzarro una possibile soluzione, ma neppure questa scelta è stata accettata dall’avvocato Clemente. La verità è che Clemente avrebbe accettato la soluzione del Partito solo se indicava la sua persona. Ma si è fatta finalmente chiarezza tra chi sta nel Partito per ideali e per difendere il progresso del paese e chi pensa che il Partito sia il mezzo di soddisfacimento di interessi personali che nulla hanno a che vedere con gli interessi e la speranza di rinascita del nostro paese. Il Partito è vivo più che mai avv. Clemente, l’unica distruzione a cui abbiamo assistito con entusiasmo è quella di chi stava nel partito per coltivare interessi personali. Abbiamo avuto in queste ultime ore grande entusiasmo da parte di tanti giovani che si vogliono impegnare in maniera attiva nell’organizzazione del PDL locale e a breve, sentiti i vertici Provinciali del PDL,formalizzerò il direttivo e l’organigramma del partito. Finalmente si ricomincia a fare politica”.

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