Cervinara – Alloggi: Cioffi firma l’ordinanza di assegnazione

14 Novembre 2005

Alloggi popolari: una situazione che dallo scorso sabato desta preoccupazioni. La protesta inscenata in via Casino Bizzarro, dove i destinatari avevano occupato le strutture, in via di costruzione da parte dell’Istituto Autonomo Case Popolari, si era placata solo grazie all’intervento del primo cittadino Franco Cioffi. Il sindaco aveva infatti garantito la firma dell’ordinanza che permetteva alle famiglie di appropriarsi in maniera regolare dei venti alloggi mai assegnati. Ma a quanto pare la sottoscrizione del documento da parte della fascia tricolore non c’è stata e, dopo una domenica di pausa, i cittadini sono nuovamente scesi in campo. Questa volta, però, nessuna ‘occupazione’. Una folta schiera di persone – erano circa trenta – ha questa mattina impedito agli impiegati di palazzo di città l’ingresso nei propri uffici di Piazza Trescine. Un ennesimo tentativo di protesta che ha richiesto l’intervento degli Agenti del Commissariato di Polizia di Stato. Il vice questore Tinessa ha infatti intavolato una breve trattativa, riuscendo, dopo numerosi tentativi, a liberare l’accesso agli uffici comunali. Nonostante tutto, però, i manifestanti non hanno abbandonato l’edificio chiedendo un incontro con il sindaco Cioffi. In sua assenza, a prendere le redini della situazione è stato l’assessore ai Lavori Pubblici Filuccio Tangredi che ha incontrato i trenta manifestanti in un summit non privo di tensioni. Ed ancora una volta la posizione delle istituzioni è stata la stessa: l’assessore ha infatti rinnovato l’intenzione del sindaco di provvedere in giornata all’assegnazione degli alloggi. Le richieste dei cittadini si fanno sempre più insistenti e c’è chi ha addirittura chiesto di poter dormire negli edifici scolastici pur di non trascorrere un’altra stagione fredda in prefabbricati ormai completamente inagibili. Ma in serata le speranze diventano realtà: il sindaco Cioffi firma l’ordinanza per l’assegnazione degli alloggi a ben 54 persone, quelle forse più disagiate, residenti finora nei prefabbricati post sisma.


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